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Standard&Poor’s: il rating dell’Italia non cambia.

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Il giudizio di Standard&Poor’s sull’affidabilità dell’Italia non cambia. Anzi in una nota diffusa ieri sottolinea che “i risultati della commissione guidata da Riccardo Faini sono in linea con le previsioni e non avranno impatto sul rating”. I lavori guidati dall’ex direttore generale del ministero dell’economia hanno prodotto stime del rapporto deficit/pil tra il 4,1% e il 4,6%; Standard&Poor’s aveva stimato il 4,4%. I risultati della commissione non avranno conseguenze immediate sull’outlook negativo che comprendeva già questa informazione. Anche nella migliore delle ipotesi dunque, la velocità di accumulazione del debito sarebbe superiore a quella indicata al 3,8% nella trimestrale di cassa di aprile e sottoscritta Giulio Tremonti, che contesta i risultati della commissione ritenendo raggiungibile l’obbiettivo da lui indicato anche in assenza di manovre correttive. Nell’agenzia di S&P viene definita incoraggiante la determinazione con cui il governo attuale sta intervenendo, ma vengono nuovamente caldeggiate riforme strutturali per la riduzione del debito, necessarie al mantenimento del rating attuale. A questo riguardo c’è attesa per il prossimo Dpef.

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