Standard Ethics: elavato a EE+ il merito etico dell'Italia

Inviato da Riccardo Designori il Gio, 17/04/2014 - 14:46
Quotazione: FTSE MIB
Facendo seguito all'outlook positivo attribuito nel giugno 2012, Standard Ethics ha elevato il rating di sostenibilità della Repubblica Italiana a EE+ dal precedente EE. La determinazione dimostrata dal sistema istituzionale italiano nel perseguire l'azione di riforma economica e costituzionale, "imprime nuova velocità al cambiamento a suo tempo intrapreso dal governo Monti (a partire dal decreto economico "Salva-Italia" del 4 dicembre 2011) e proseguito dal governo Letta", hanno evidenziato gli analisti della società.

In particolar modo Standard Ethics ritiene che uno dei principali elementi del rinnovo della classe dirigente nazionale, che ha liberato nuove energie e nuove ambizioni, si sia rivelato il sistema di governance del Partito Democratico italiano, il quale assicura libera competizione per le cariche apicali e garanzie democratiche interne, anche alle minoranze. "Un esempio che potrebbe essere imitato dalle altre forze politiche a vantaggio della qualità e dell'affidabilità della classe dirigente nel suo insieme", specificano gli esperti di Standard Ethics.

Assicurare che tutti i partiti e movimenti abbiano processi decisionali davvero trasparenti, che offrano spazio al dissenso interno, e che abbiano leadership contendibili e che rispondano ad organi assembleari, sono riforme di garanzia in previsione del passaggio verso una sola camera elettiva, ed in linea con quanto richiesto dal dettato costituzionale italiano.

Certo, la promozione odierna rappresenta un primo step. Non mancano tuttavia i temi di responsabilità e sostenibilità, richiamati in passato, ancora da affrontare. Nello specifico sono: la risoluzione delle incertezze e dei ritardi in materia di giustizia civile e penale, associati a una degna gestione delle case di reclusione; meritocrazia ed una concorrenza più equa in vari settori economici; una più agile burocrazia; una rinnovata sensibilità in tema di conflitti d'interessi nell'uso (e nella proprietà) dei media.
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