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S.S. Lazio: chi sottoscrivera’ l’aumento di capitale?

QUOTAZIONI S.S. Lazio
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La società calcistica Lazio è sospesa a tempo indeterminato dalle contrattazioni, fino a quando i vertici societari non comunicheranno novità e precisazioni richieste da Borsaitalia. Quello che finora si sa è che, per quanto riguarda l’aumento di capitale per 120 milioni di euro, Bnl non sottoscriverà la propria quota di competenza (l’istituto di Via Nazionale detiene il l’1,5% della società capitolina) e vedrà così diluire la propria partecipazione (i vertici peraltro non hanno fatto mistreo di poter anche alienare la propria partecipazione) . Il Gruppo Ligresti, proprietario di un altro 5,20% di Lazio non rilascia dichiarazioni ma potrebbe defilarsi e declinare l’invito ad iniettare nuova liquidità necessaria. Anzi, Paolo Ligresti si è dimesso dal Cda di Formello il 25 febbraio scorso dopo esservi entrato soltanto quattro mesi prima circa (3 novembre). Solo Capitalia (detentrice del 5,76% del capitale), per bocca del suo ad Matteo Arpe, e Magiste, società immobiliare facente capo a Stefano Ricucci (proprietaria del 3,199%) hanno comunicato di essere pronti a fare la propria parte. Anche Puma (1,6% di Lazio in portafoglio) dovrebbe garantire la propria disponibilità a sottoscrivere l’aumento di capitale; non così la Cirio Holding di Sergio Cragnotti, che è in possesso ancora di un 2,92% circa del capitale ed è in amministrazione straordinaria. I calciatori Cesar, Nesta e Stankovic (gli ultimi due ex laziali) hanno invece assicurato il proprio appoggio all’aumento di capitale per complessivi 2,3 milioni di euro. Il problema maggiore è che nessun istituto finanziario si è esposto ad assicurare la propria garanzia per l’intera sottoscrizione dell’aumento del capitale. La ricapitalizzazione è stata rinviata proprio per le difficoltà di costituire il consorzio di garanzia e di avere le adesioni dei soci più importanti, a cui fa capo il 20% circa della società calcistica (la restante parte è diffusa tra i piccoli tifosi-azionisti). Intanto la condizione finanziaria della società biancoazzurra continua ad essere gravissima e le condizioni per uno scioglimento continuano a sussistere, come la stessa Borsa ha fatto capire nella nota che accompagnava il provvedimento di sospensione del titolo da Piazza Affari. il patrimonio netto è negativo per 22,3 milioni di euro e le perdite semestrali al 31 dicembre 2003 sono ammontate a 68,1 milioni, decisamente troppe per ritornare a vedere volare gli aquilotti.