1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Squinzi: c’è bisogno di un’Italia nuova e di riforme. Bce farà bene a intervenire

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

E’ arrivato il momento di costruire un’Italia nuova“. Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in occasione della relazione annuale degli industriali. Il numero uno di Viale dell’Astronomia chiede di “superare le vecchie logiche e di non avere paura del nuovo“. Il mandato popolare dato al Pd e a Renzi per Squinzi testimonia la voglia di cambiamento che c’è nel Paese e questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita. “Non ci rassegniamo ad un Paese stanco e sfiduciato, vittima di mali antichi, astruso e ostile alla cultura dell’impresa, del merito e del rischio. Non è questa l’Italia che vediamo tutti i giorni sui luoghi di lavoro”. È l’Italia che “può tornare a crescere in modo robusto“. Il presidente di Confindustria parla anche di austerità: a suo dire l’Europa deve avviare un ciclo macroeconomico espansivo, abbandonando il rigore fine a se stesso. In questo senso, spiega Squinzi, il semestre di presidenza italiana deve essere l’occasione per ridurre gli eccessi di un’austerità applicata in modo asimmetrico e per iniziare un   processo di avvicinamento tra istituzioni e cittadini d’Europa. In Italia il nemico non è l’Europa e non lo è mai stato. Per Squinzi è la conservazione l’invisibile muro da abbattere.

La Bce farà bene ad intervenire
Per favorire un ciclo macroeconomico espansivo, bene farà la Bce a intervenire per spezzare sul nascere l’eventualità di un effetto combinato recessione-deflazione che metterebbe nuovamente l’Unione europea e l’euro a repentaglio. Per Squinzi, la ristrettezza del credito resti un nodo irrisolto e “bene abbiamo fatto a lavorare sulle fonti alternative di finanza per l’impresa”. A suo dire, le recenti misure del Governo sui minibond per la piccola impresa vanno nella giusta direzione. “Stiamo definendo un’agenda del credito e della finanza che ha questo obiettivo: ridare ossigeno e mezzi alle imprese per entrare in un ciclo espansivo”.

Fate le riforme. Quest’anno niente crescita né lavoro
“Anche quest’anno la crescita che vorremmo vedere non ci sarà e assieme alla crescita non ci sarà il lavoro”. Annuncia il patron della Mapei. “Questa per me è la sofferenza più grande come imprenditore e come cittadino”. Per il numero uno degli industriali “senza riforme è impossibile agganciare la crescita: in Confindustria abbiamo chiara la sequenza: occorre stabilità per fare le riforme, le riforme innescano la crescita, con la crescita viene il lavoro“. E lancia così un appello: “La nostra disponibilità è immutata e completa, fate le riforme, ne abbiamo bisogno per ricreare lavoro, reddito, coesione sociale. Non deludeteci”.

Da burocrazia sabotaggio sistematico. Occorre legare salari a risultati aziendali
“In Italia, il sabotaggio della crescita appare sistematico”. Così Squinzi, puntando il dito contro la burocrazia che “sembra compiacersi nel rallentare gli investimenti e distruggere i posti di lavoro”. Per il presidente di Confindustria è necessaria un’amministrazione non contro le imprese ma al servizio delle imprese. Per favorire la crescita bisogna far sì che l’Italia sia un luogo che non ostacoli ma anzi assecondi chi vuole fare impresa “come succede in tutti i Paesi nostri concorrenti, ha spiegato il numero uno di Viale dell’Astronomia che in tema lavoro è convinto che bisogna puntare ad una contrattazione aziendale virtuosa, che possa legare i salari ai risultati aziendali.