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Spread più ampi, ma tassi più bassi: le cose non sono sempre così male come sembrano

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Di seguito pubblichiamo un commento di William de Vries, Head of Core Fixed Income di Kempen Capital Management. L’esperto della società di asset management della banca d’affari olandese analizza le prospettive per i titoli di Stato italiani dopo i recenti sviluppi sui mercati valutari dei Paesi emergenti. A suo avviso, la corsa verso strumenti finanziari sicuri fuori dai paesi emergenti sembra rappresentare un fattore positivo per l’Italia e i suoi Btp.

I recenti sviluppi sui mercati finanziari globali hanno delle ripercussioni sui mercati europei dei titoli di Stato. La maggiore volatilità sui mercati valutari, soprattutto quelli di Brasile, Turchia e Russia, ha spinto molti investitori a invertire la rotta verso i porti sicuri dei governi europei. Ciò ha comportato un allargamento degli spread tra la Germania e gli altri paesi della zona euro, perché, come sempre, il Bund tedesco è considerato l’investimento privo di rischio per eccellenza.

Brutte notizie per l’Italia o la Spagna, quindi? Probabilmente no. Gli spread si stanno ampliando all’interno della zona euro, ma i tassi stanno calando. La recente asta di Btp Italia dimostra che i costi di finanziamento del debito pubblico italiano sono in ulteriore calo.

La corsa verso strumenti finanziari sicuri fuori dai paesi emergenti sembra avere almeno un chiaro aspetto positivo per l’Italia: i costi di finanziamento del debito sono fra i più bassi a livello storico, migliorando così la capacità dell’economia italiana di lasciarsi alle spalle la recente recessione economica.

Ci aspettiamo che quest’anno la crescita economica in Italia possa tornare a essere di nuovo positiva. Questo, combinato con i costi di finanziamento più bassi,  avrebbe un impatto positivo sul profilo creditizio del governo italiano, riducendo i differenziali di spread in Europa.