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Spread e Turchia deprimono CET1 e utile di Unicredit, Mustier corre ai ripari con cessioni e -35% della sensitivity BTp

QUOTAZIONI Unicredit
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UniCredit abbassa le sue aspettative di crescita dando una sforbiciata al target di ricavi per il 2018 e il 2019 così come a quello sul CET1 su cui pesa l’effetto spread. L’istituto di piazza Gae Aulenti ha abbassato le sue aspettative di crescita e si trova ad affrontare una serie di costi aggiuntivi a partire dalla svalutazione della quota nella turca Yapi per 846 milioni di euro. Unicredit ha dovuto inoltre effettuare degli accantonamenti addizionali a causa dell’imminente liquidazione delle presunte violazioni delle sanzioni americane.

L’utile netto rettificato del terzo trimestre si è attestato a 875 milioni di euro, sotto i 907 mln del consensus. Leggermente meglio del previsto invece i ricavi per 4,814 miliardi di euro, mentre il consenso era fermo a 4,77 miliardi.

Il titolo Unicredit in apertura cede oltre il 2% a 11,55 euro.

 

CET1 scende, ecco le contromosse per ‘proteggere il capitale’

Giù i ratio patrimoniali. Il Cet1 ratio fully loaded di gruppo si è attestato al 12,11% a fine settembre 2018 dal 12,51% risultante alla fine del secondo trimestre.

Il gruppo intende reagire con delle misure volte a rafforzare il capitale. “Stiamo implementando una serie di misure per proteggere il nostro capitale, incluse cessioni di attività specifiche tra cui immobiliari e una riduzione di circa il 35 per cento nella sensitivity del nostro CET1 ratio ai BTP spread”, ha detto l’ad di Unicredit, Jean Pierre Mustier, nel commentare i conti trimestrali diffusi questa mattina. Mustier ha precisato che la riduzione della sensitività avverrà mantenendo sostanzialmente invariato il portafoglio Btp, anche come duration, ma rimodulandolo al suo interno.
La BTP sensitivity alla fine del terzo trimestre 2018 risulta di -3,5 pb pre-tasse e -2,5 pb post-tasse sul CET1 ratio fully loaded ogni lo spostamento di + 10pb dell’asset swap spread su Btp.

Il gruppo UniCredit ha terminato i primi 9 mesi del 2018 riportando un utile netto di 2,16 miliardi di euro, in flessione del 53,7% rispetto ai primi 9 mesi del 2017. L’utile rettificato risulta invece superiore ai 3 miliardi, in crescita del 4,7% rispetto ai primi 9 mesi del 2017. Il risultato netto del solo terzo trimestre è stato di 29 milioni di euro, quello “rettificato” è risultato pari a 875 milioni (+4,8% rispetto al terzo trimestre 2017).

I nuovi target di ricavi 2018 è di 19,7 dai 20,1 indicati in precedenza. Per il 2019 attesi ricavi per 19,8 mld (20,6 mld la stima precedente). Sul fronte ratio patrimoniali, il CET1 è indicato tra l’11,5 e il 12% nel 2018 e tra il 12% e il 12,5% nel 2019.

Confermati invece obiettivi di utile

Unicredit prevede utile netto 2018 oltre i 2,8 mld, stima 2019 confermata a 4,7 mld. Unicredit punta  inoltre a ridurre costi sotto 11 mld nel 2018 e sotto i 10,6 mld nel 2019.

“Confermiamo il nostro obiettivo di utile netto al 2019 di 4,7 miliardi di euro. Siamo estremamente confidenti di riuscire a raggiungerlo”.  Così il numero uno del gruppo UniCredit, l’amministratore delegato Jean Pierre Mustier, ha commentato i risultati dei primi 9 mesi 2018. Mustier ha confermato anche i target di “un RoTE superiore al 9%, e un RoTE per il Group Core superiore al 10%. Il Gruppo continuerà a mantenere un forte MDA buffer di 200-250 punti base, pari a un fully loaded Cet1 ratio al 2019 del 12,0-12,5 per cento”. Mustier ha concluso, affermando che “come team continuiamo a concentrarci sull’esecuzione di Transform 2019, che resta in anticipo sul piano, e continueremo a lavorare duramente per confermare UniCredit come un vincitore paneuropeo”.