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S&P/Mib completamente in rosso, tranne Bnl, che resta immobile

QUOTAZIONI Saipem
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All’interno di un S&P/Mib praticamente interamente in rosso, soltanto Bnl è riuscita a terminare invariata. Non ce l’ha fatta nemmeno Banca Popolare di Milano (-0,54%), che aveva mostrato una certa resistenza alla lettera fino agli ultimi minuti di contrattazione. L’istituto meneghino era riuscito fino all’ultimo a beneficiare dei giudizi positivi degli analisti giunti dopo la trimestrale, che ha messo in evidenza nei primi tre mesi dell’anno in corso un utile netto di pertinenza della capogruppo in salita del 25,7% a quota 96,4 milioni di euro. Gli esperti di Cheuvreux hanno confermato “outperform” sull’azione della banca presieduta da Roberto Mazzotta, ma hanno alzato il target price a 12 da 11,2 euro per azione. Deutsche Bank ha invece alzato sia il rating, salito a “buy”, sia il prezzo obiettivo, che ha toccato quota 11,7 euro per azione, dopo che, alla luce della trimestrale, il broker tedesco ha rivisto le stime sulle commissioni nette, sui costi e sugli accantonamenti. Tra le storie del giorno da segnalare Bulgari, che a circa mezz’ora dalla chiusura delle contrattazioni è caduta in picchiata di quasi il 9%. Borsa Italiana ha spiegato che non si è trattato dell’inserimento errato di un ordine (almeno, nessuno lo ha notificato) ma che c’è semplicemnte stato un momento in cui per la maison romana del lusso non c’erano acquirenti sul mercato. Lo scivolone ha fatto guadagnare a Bulgari la sospensione al ribasso, ma poi il titolo è rientrato in contrattazione, per archiviare la giornata con un calo del 3,61%. Tra le peggiori performance da segnalare quelle di Fiat, Italcementi, Finmeccanica, Mediolanum e Saipem, tutte con ribassi compresi tra i tre e i cinque punti percentuali. La società attiva nel settore dei servizi petroliferi, che fino a metà giornata esibiva un buon guadagno, ha ritracciato con vigore in area negativa, confermando così il trend ribassista avviato nei giorni scorsi. Il tutto nonostante l’annuncio di tre nuove commesse in Canada e in Arabia Saudita, per un importo complessivo di 425 milioni di dollari.