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S&P/Mib, 40.000 e 38.500 punti le soglie da monitorare

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L’andamento schizofrenico tenuto dall’indice domestico S&P/Mib nelle prime due sedute dell’ottava, con l’apertura di un profondo gap ribassista ieri (dove tuttavia alcune società hanno staccato il dividendo) e un nuovo gap al rialzo oggi, non fa dormire sonni tranquilli a chi non ama le montagne russe. In special modo se tali movimenti sono inseriti all’interno di un braccio ribassista che dai 41.106 punti del 12 ottobre ha portato nel giro di sei sedute a testare quota 39.000 (-5%), movimento che ha per il momento bloccato le velleità di rilancio dell’indice confermandone la maggiore debolezza nel confronto con gli altri indici europei.


“Il nostro S&P/Mib è tra gli indici del Vecchio continente che hanno maggiormente sofferto nel 2007” spiega a Finanza.com Carlo Corradin, analista tecnico di B&S Joint. “L’indice è molto pesato sui titoli finanziari, il comparto che ha subito le maggiori ripercussioni da quando ha cominciato a prendere forma il problema dei mutui subprime. Prima di allora l’S&P/Mib poteva vantare almeno una performance positiva, sebbene sempre inferiore rispetto alle altre borse continentali. Poi, mentre per esempio Londra o Francoforte hanno recuperato e sono tornate in positivo, l’Italia è rimasta sotto la soglia di parità penalizzata proprio da quei titoli bancari che hanno un peso notevole all’interno dell’S&P/Mib”. Per avere conferma di quanto abbiano pesato sul comportamento dell’indice i titoli del comparto, è sufficiente constatare come invece altri comparti si siano difesi meglio. “I titoli dei servizi, come Saipem, Terna, Enel, Snam Rete Gas, sono riusciti a contenere meglio la negatività e in alcuni casi a riportarsi anche sui massimi annuali”.

Guardando al quadro grafico la situazione dell’S&P/Mib mostra tutta la sua delicatezza. “L’indice è stato respinto da quota 41.000/100 punti e un po’ come tutta Europa è sceso a consolidare. Tuttavia, mentre in generale il Vecchio continente è riuscito a contenere i regressi su valori tutto sommato accettabili, il nostro S&P/Mib ha ceduto l’importante supporto di area 40.000/39.700 proprio nella seduta di inizio ottava, andando a testare quota 39.000 punti. Se non si riporterà velocemente al di sopra almeno dei 40.000, il rischio e che si possa procedere nella discesa anche al di sotto di quota 39.000, verso 38.500”. E’, quest’ultima, una soglia di grande importanza per l’indice, in un quadro grafico che altrimenti assumerebbe dei toni fortemente negativi. “Al di là dei profondi spike effettuati dai mercati nelle date del 16 e 17 agosto – conclude Corradin – la soglia da monitorare con maggiore attenzione al ribasso nel breve-medio termine appare quella dei 38.500 punti”.


Tornando al tema delle montagne russe, una delle novità a cui si è assistito dalla metà del mese è il ritorno della volatilità. “Dopo i rialzi di inizio ottobre – spiega Chiara Locati di Twice Sim – in cui si saliva con volatilità contenuta, da metà mese, dai massimi, si è assistito a una discesa con volatilità più alta. E anche oggi, in rimbalzo, la volatilità resta elevata. Tutto ciò significa comunque molta instabilità”. Per l’analista a questo punto si aprono due scenari: “Se l’S&P/Mib tiene 38.000-38.500 – spiega – il mercato potrebbe muoversi in laterale per poi tornare a salire, nel caso opposto di sfondamento verso il basso di tale area, magari anche dopo due giorni di rimbalzo, il rischio è quello di una flessione che potrebbe vedere l’indice portarsi anche in area 37.000 o 36.000, con ribassi pesanti per alcuni titoli”. L’invito finale è comunque a reazioni non esasperate: “Aspetterei a prendere posizioni al rialzo, ma non mi fascerei la testa, perchè in fin dei conti da agosto a oggi l’indice si è mosso comunque in trading range”.

 

Alessandro Piu e Marco Barlassina

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