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Spending review: dove si abbatte la scure del Governo?

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La spending review rimane uno dei temi caldi in Italia in questi giorni. “Siamo contrari a tagli lineari fatti con l’accetta”, ha promesso il presidente del Consiglio, Mario Monti, durante l’incontro con le parti sociali e gli enti locali.  Tagli che si abbattono sopratutto sul fronte della pubblica amministrazione, con una riduzione del 20% dei dirigenti, del 10% dei dipendenti e di un altro 20% delle consulenze. Queste le uniche cifre confermate ieri dal viceministro all’Economia, Vittorio Grilli.
Dal pubblico impiego alla sanità per poi passare all’università ecco alcuni numeri trapelati in queste ore. Per l’università a partire dal 2013  il fondo per il finanziamento ordinario degli atenei dovrebbe essere tagliato di 200 milioni di euro, mentre Il fondo sanitario nazionale subirebbe una riduzione di tre miliardi in due anni. La prima sforbiciata attesa nel corso dell’anno e pari a un miliardo. Tra i vari provvedimenti contenuti nella bozza ci sarebbe anche quello relativo alle auto blu: l’anno prossimo la spesa non dovrebbe superare il 50% di quanto speso nel 2011. Ma anche riduzione delle province, blocco degli affitti per gli uffici pubblici.

Il Consiglio dei ministri potrebbe varare il decreto di tagli alla spesa pubblica già venerdì 6 luglio, come annunciato dal Premier Monti. Una corsa per trovare gli oltre 4,2 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva di ottobre. L’aumento dell’aliquota massima scatterebbe così nel 2013, passando dal 21% al 22%.

Spending Review: Camusso, Governo criptico e reticente 

Il governo non convince i sindacati che mantengono alto lo stato di mobilitazione. E’ quanto si apprende da una nota diffusa sul sito della Cgil. “ci preoccupa la genericità delle tante indicazioni e la concretezza dei numeri solo sul personale”. La Cgil teme che la revisione della spesa pubblica si traduca esclusivamente in tagli lineari e non in una politica di efficienza per evitare gli sprechi. Il Governo ha fatto una comunicazione criptica e reticente” ha dichiarato il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso uscendo dall’incontro. “Siamo preoccupati – ha proseguito – non ci sono state date le cifre”.
 
Palazzo Chigi prende le distanze dalle anticipazioni stampa

I cambiamenti sono all’ordine del giorno e per questa ragione il Governo si è affrettato a prendere le distanze dalle anticipazioni fornite dalla stampa. Palazzo Chigi chiarisce in una nota che, in merito alle notizie di stampa relative ai contenuti del decreto sulla spending review pubblicate nel corso della giornata di ieri, “ogni contenuto diffuso è da considerarsi privo di fondamento”. Il Governo ricorda inoltre che “il provvedimento è ancora in corso di stesura, in virtù degli incontri intercorsi in data odierna con le parti sociali e gli enti locali e alla luce del confronto con i ministeri interessati”.