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La speculazione rilancia la campagna di Russia di Unicredit, ma gli analisti ci credono poco

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L’aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti porta gli operatori a muoversi con prudenza sui mercati continentali. Dopo la chiusura in rosso di Wall Street, le principali piazze europee hanno aperto leggermente sotto la parità e continuano a scambiare in territorio negativo. Francoforte cede lo 0,21%, Parigi lo 0,03% e Londra lo 0,11%. A penalizzare i mercati restano poi le persistenti preoccupazioni per la crisi del debito della zona euro.

“Gli investitori stanno ancora facendo una valutazione dello stato del mercato del lavoro negli Stati Uniti e la situazione del debito sovrano europeo è ancora sullo sfondo”, segnala Keith Bowman, analista di Hargreaves Lansdown. “Ieri abbiamo avuto un’asta di titoli di stato spagnoli ragionevolmente favorevole ma non credo che le difficoltà spariranno”. “Il 2011 sarà l’anno dell’impensabile”, si domanda invece Jim Reid strategist di Deutsche Bank. “Quest’anno sarà il quinto anno in cui gli effetti della crisi finanziaria si faranno sentire. Se le authority hanno già sparato tutte le loro cartucce a disposizione contro la crisi, il 2011 sarà un anno duro per tutte le asset class – avverte l’esperto tedesco -. Il sistema finanziario continua a rimanere molto fragile”.

A Piazza Affari arrivano le prese di profitto sul comparto bancario. Il Banco Popolare cede l’1,81% a 2,287 euro, Intesa è poco mossa, mentre scivola in territorio negativo Unicredit che lascia sul parterre lo 0,24% a 1,696 euro. Neanche la speculazione salva il titolo dell’istituto di Piazza Cordusio dalle vendite. Secondo il quotidiano russo Vedomosti, Unicredit avrebbe messo gli occhi su Bank of Moscow: sarebbe interessata a mettere le mani su una quota del 46%. Ma l’operazione ha i contorni parecchi fumosi: punto primo è improbabile che la municipalità di Mosca, che controlla al 100% la banca, decida di indire una gara; punto numero due la banca potrebbe restare in mano pubblica, con la cessione della maggioranza del capitale a VTB, banca statale del Paese.

Ha senso quindi per Unicredit intraprendere la campagna di Russia su queste basi? “Crediamo che Unicredit possa essere interessata perché la Russia è un paese core, ma che solo vendendo altri asset possa procedere all’acquisto”, commentano gli analisti di Equita, mantenendo il rating hold con target a 2,2 euro. “Come confermato recentemente anche dal CEO Ghizzoni, la Russia è una delle aree dove è possibile che Unicredit rafforzi la propria presenza nei prossimi anni”, segnalano anche gli esperti di Centrosim, che mantengono il rating sell su Unicredit con target di 1,7 euro. “Tuttavia le ultime voci relative a Bank of Moscow sono riconducibili in via esclusiva a ipotesi di stampa”, è la loro idea.

“Bank of Moscow ha una capitalizzazione di mercato di 4,9 miliardi di euro. Il potenziale investimento da parte di Unicredit sarebbe nell’ordine di 2,2 miliardi di euro per il 46,5%”, calcolano gli analisti di Banca Imi. “Agli attuali prezzi di mercato, Bank of Moscow sta trattando 1,5 volte il P/ BV, 14,3 volte il P/ E 2010 e 9,1 volte il PE 2011, a un premio sul P / BV comparato con i multipli depressi di Unicredit, ma ampiamente in linea con il P/ E 2012”.

“Siamo dell’idea che l’acquisizione non sia molto probabile, ma avrebbe un senso strategico perché rappresenterebbe un punto a favore nell’espansione in un mercato interessante come quello russo. Dall’altro lato – osserva ancora  il broker che conferma l’add su Unicredit con target di 1,94 euro – è negativo il ritardo nella nomina del nuovo manager che guiderà la divisione CIB”. E infine c’è anche chi come gli analisti di Banca Akros rilancia. “Pensiamo che Bank Uralsib possa essere una migliore opzione per l’espansione russa di Unicredit”, azzardano alla banca milanese, confermano per il giudizio accumulate con target di 1,70 euro.

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