Speculazione ko sulle banche europee: entro metà luglio arrivano i risultati degli stress test

Inviato da Micaela Osella il Ven, 18/06/2010 - 11:17

Il dato è tratto. Adesso la speculazione sarà davvero messa all'angolo. Entro la fine di luglio saranno pubblicati i risultati degli stress test sui bilanci delle principali banche europee. L'obiettivo dichiarato è quello di aumentare la fiducia sui mercati, ostaggio da troppi mesi di dubbi e sospetti sull'impatto della crisi sugli istituti del Vecchio continente. Ma la posta in gioco, in realtà, è molto più alta: riportare la stabilità del settore finanziario.

L'intesa è balenata ieri: è stata trovata al tavolo del Consiglio europeo dei capi di Stato e di Governo, riuniti  a Bruxelles. Si tratta di una decisione che ha un chiaro valore politico, quasi storico: anche se arriva in ritardo rispetto agli eventi, crea un precedente perché una volta aperto il vaso non potrà mai più essere chiuso. Decisive in questo senso sono state la spinta francese e la posizione britannica, ma anche la posizione della Bce, che negli ultimi giorni aveva dato chiari segnali.

I policy makers si sono accordati anche sull'introduzione di meccanismi di prelievo e tasse sugli istituti finanziari. Il dispositivo si propone di garantire una suddivisione equilibrata del peso della crisi e a creare incentivi che limitino in futuro i rischi di sistema. E in attesa che venga definito il tutto, una domanda inizia a circolare tra gli addetti ai lavori: reggeranno tutte le banche alla pubblicazione dei risultati degli stress test? Fonti Ue hanno segnalato a questo proposito che gli stress test dell'anno scorso sui maggiori gruppi di taglia paneuropea avevano confermato la buona capacità di resistenza agli choc economici del sistema nel suo complesso.

E per quanto riguarda il pianeta Italia? "La Banca d'Italia ha già reso noti, il mese corso, i risultati delle prove di stress sui primi 5 gruppi italiani, sulla base di uno scenario macroeconomico avverso, associato a una significativa riduzione dei corsi di Borsa, aumenti dei tassi di interesse a breve e a medio e lungo termine e della volatilità sui mercati finanziari", ricordano gli analisti di Centrosim. "Ne risulterebbero le perdite su crediti in crescita rispetto al 2009 - aggiungono - . Come specificato, l'impatto sul tier 1 ratio risulta differenziato tra gli intermediari. In media esso si ridurrebbe di 45 punti base; per la banca mediana la flessione sarebbe di 80 punti base. Per tutti i gruppi i coefficienti patrimoniali si manterrebbero largamente al di sopra dei minimi regolamentari".

A loro avviso il focus sui livelli di capitale per quanto riguarda l'Italia potrebbe penalizzare i titoli delle banche con ratios più deboli. Ad ogni modo - precisano ancora gli analisti della sim milanese - più in generale, come più volte sottolineato, il quadro regolamentare e fiscale per le banche presenta un'evoluzione sempre sfavorevole. Il continuo emergere di rischi sistemici indurrà i regolatori a richiedere agli intermediari requisiti patrimoniali sempre più stringenti, oltre ad inasprire i prelievi, al fine di assicurare la creazione di risorse destinate ad assorbire eventuali nuovi shock. Tali provvedimenti generali - concludono - si aggiungono a un quadro fiscale già fortemente restrittivo per gli istituti domestici, specie in merito al trattamento delle rettifiche su crediti".

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