Speciale elezioni europee 2014: il punto degli analisti

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Sale l’attesa per le elezioni europee indette per il rinnovo del parlamento. I 28 Paesi membri dell’unione sono chiamati a votare i 751 deputati che rimarranno in carica per i prossimi cinque anni. Il voto è iniziato in alcuni Stati già da giovedì 22 per concludersi domenica 25. I risultati definitivi saranno resi noti in contemporanea la domenica sera, quando le urne saranno chiuse ovunque. Sarà un voto carico di aspettative, il primo dopo la crisi economica che ha scosso l’Unione Europea, e l’esito influenzerà i mercati finanziari. Ecco allora cosa ne pensano gli analisti, con lo Speciale elezioni europee 2014 redatto dagli esperti di Deutsche Asset & Wealth Management. 
Forte rappresentazione
Il Parlamento europeo è l’unica istituzione europea direttamente eletta e rappresentante 500 milioni di cittadini in 28 Stati membri. Possiede poteri legislativi, di bilancio e di controllo e approva le scelte della Commissione europea.
Crescita degli euroscettici
I gruppi politici dell’attuale Parlamento europeo eletti nel 2009 appartengono al campo cristiano democratico/conservatore (34%), socialista (24%), liberale (11%) e del partito del verdi (7%). I sondaggi nazionali per quest’anno indicano una notevole crescita dei partiti euroscettici i quali, secondo un’analisi di DB Research, potrebbero conquistare fino a un quarto dei seggi in parlamento. DeAWM non crede tuttavia che gli euroscettici otterranno alcuna influenza significativa, dal momento che è scarso il terreno comune su cui si può formare una coalizione. L’impatto sul mercato dovrebbe quindi essere abbastanza limitato e per sua natura di breve termine.
Affluenza in calo
L’affluenza alle urne per le elezioni europee del Parlamento di Strasburgo è scesa dal 62% della prima elezione nel 1979 al recente 43%. DeAWM prevede che questa tendenza continui, per effetto della migrazione, dell’eccessiva burocrazia, della debolezza della democrazia e dell’incertezza circa il significato delle istituzioni europee.
I diversi sentiment europei 
In Germania l’atteggiamento verso l’Unione Europea si è deteriorato, anche se la maggior parte delle persone resta ottimista. In Gran Bretagna, invece, i partiti euro-critici mostrano un consenso maggiore nei sondaggi rispetto ai poteri costituiti. Le elezioni europee sono state interpretate come un referendum preliminare per abbandonare l’Unione Europea. In Francia le preoccupazioni circa l’alto livello di disoccupazione stanno fomentando un sentiment negativo. In Spagna, invece, i recenti segnali macroeconomici positivi – Pil in recupero, i rendimenti dei titoli di Stato al minimo storico e la leggera crescita della domanda interna – si riflettono in un’immagine leggermente migliore dell’UE.
Italia, forte la componente degli euroscettici
Secondo il barometro Euro, la disoccupazione in Italia è la più grande preoccupazione della popolazione e contribuisce all’immagine negativa dell’Unione europea. Come in Gran Bretagna, i partiti euroscettici italiani potrebbero vincere la quota più alta del voto. In particolare, a destra si ha la Lega Nord che sta spingendo per una uscita dall’euro ed è desideroso di formare una coalizione con le forze anti-euro di Francia, Austria, Olanda e Belgio. Tuttavia, il partito deve affrontare alcuni problemi interni e non dovrebbe raccogliere un forte consenso nelle elezioni europee. Diverso invece il ruolo del Movimento5Stelle che potrebbe giocare un ruolo molto importante in queste elezioni.
Scenari di rischio per le elezioni europee 
DeAWM vede un rischio di un punto morto tra il Parlamento europeo e il Consiglio. Se i capi di Stato in seno al Consiglio Europeo decidessero di eleggere un Presidente della Commissione Europea diverso rispetto ai principali esponenti dei primi gruppi politici ed elettorali, Martin Schulz e Jean-Claude Juncker, si innescherebbe un conflitto politico e un arresto del processo legislativo. In termine di mercati, gli investitori potrebbero interpretare tutto ciò come la prova che non vi è alcuna garanzia di equilibrio politico in Europa e, pertanto, come la prova di un livello di rischio più elevato. A questo si aggiunge un rischio legato alla Grecia, dove sono in programma anche le elezioni amministrative. Se si dovesse verificare un alto consenso dei partiti di sinistra, sarà messa in discussione la continuazione della politica di austerità e la discussione sulla permanenza della Grecia nell’Ue.