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La Spagna trema ancora: al Bancomat della Bce richieste record a giugno dalle cajas

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La Spagna trema ancora. Il debito delle cajas, le casse di risparmio spagnole travolte dalla bolla immobiliare, nei confronti della Bce a giugno è salito a livelli mai visti prima: ha raggiunto il record di 126,3 miliardi. A maggio le richieste di ossigeno finanziario all’ombra del Palacio Real si erano fermate a 105,5 miliardi. Adesso la dipendenza fra Eurotower e Madrid diventa ancora più stretta.


Per capire ancora di più la portata del dato di oggi basta rimettere indietro le lancette dell’orologio a un anno fa: rispetto al giugno 2009, l’importo prelevato al Bancomat della Bce è salito del 78,6%. Ma anche rispetto a marzo 2010 il balzo è comunque notevole: del 47,5%. E’ questo il quadro che emerge dalle cifre pubblicate sul sito internet della Banca di Spagna.

Anche se c’è chi come il vice-presidente della Banca di Spagna, Javier Aritztegui, che un mese fa a una commissione parlamentare aveva spiegato che le banche spagnole sono obbligate da Pasqua a finanziarsi presso la Bce a causa della crisi di fiducia di cui soffre la Spagna, per gli strategist queste richieste mettono in luce sempre di più la difficile situazione, che sta vivendo Madrid.


“E’ chiaro dai dati odierni che le banche spagnole hanno aumentato la loro dipendenza ai fondi messi a disposizione dalla Banca centrale europea, ma come prima nel mese di giugno”, commenta Nick Matthews, economista di Royal Bank of Scotland. “Questo è probabile per due ragioni: primo le cajas hanno voluto prendere maggiori precauzioni prima di ripagare i 442 miliardi di euro a inizio luglio, secondo stanno affrontando maggiori difficoltà per avere accesso a finanziamenti”, aggiunge.


Gli istituti spagnoli più piccoli si sono visti negare l’accesso ai mercati interbancari a fine maggio sull’onda delle preoccupazioni che la Spagna potesse diventare la nuova Grecia. Ma anche le principali banche iberiche come il Santander e il BBVA hanno avuto problemi a trovare fondi: nonostante la loro maggiore capitalizzazione, non sono state esenti da timori sull’esposizione al mercato immobiliare.


E il 23 luglio sarà la prova del fuoco. Madrid, dopo Atene, è il paese più sotto osservazione dagli investitori a causa della bolla immobiliare finanziata da banche ora piene di crediti inesigibili. Solo qualche giorno fa una società di ricerca indipendente, CreditSights, aveva lanciato l’allarme: i piccoli istituti di credito iberici devono preoccupare: potrebbero nascondere nuove perdite sui mutui residenziali.