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La Spagna supera il test dell’asta dei Bonos mentre la Cina stabilizza la crescita

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Prevediamo un’apertura intorno alla parità per gli indici statunitensi questo pomeriggio in vista dei dati macro. Il future sul Dow Jones Industrial Average cede lo 0,05%, mentre quello sull’S&P500 registra un -0,1% e quello sul Nasdaq100 un -0,08%. Proseguono in lieve rialzo il FTSE 100 di Londra (+0,15%) e il Dax di Francoforte (+0,18%), mentre il Cac di Parigi cede dello 0,1%. Prevale l’incertezza in vista dell’apertura dei lavori al Consiglio europeo di oggi. Il tema dominante oltre all’unione bancaria, sarà la Spagna. Secondo quanto riportato dal Wsj, citando una fonte vicina ai lavori, i singoli governi cercheranno un coinvolgimento più importante da parte della Bce nel processo di salvataggio di Madrid. Questa mattina intanto la Banca centrale spagnola ha fatto sapere che ad agosto i prestiti in sofferenza sono saliti ai nuovi massimi storici raggiungendo quota 178 miliardi di euro (al 10,51%). Intanto da Berlino, il cancelliere, Angela Merkel, ha fatto sapere che la Germania promuoverà la creazione di un commissario con poteri di intervento sui singoli bilanci nazionali. A nostro avviso, questo potrebbe essere la merce di scambio per avere una maggiore flessibilità sull’utilizzo dei fondi dell’Esm. Intanto sui mercati i buoni dati macro provenienti dagli Usa continuano ad alimentare la propensione al rischio e aprono a un ritorno sui massimi di settembre. Sul fronte trimestrali, oggi occhi puntati sui conti di Morgan Stanley, Google e Microsoft.

Italia: FtseMib, quota 16.000 compatibile con ritorno massimi settembre

A Piazza Affari il FTSE Mib segna un calo dello 0,36% a quota 16.185 punti. Dal punto di vista grafico, la tenuta dei 16.000 punti rappresenta un fattore di positività per l’indice italiano che rimane compatibile con un ritorno sui massimi di settembre a quota 16.700 punti. Forte calo per Banca Monte dei Paschi di Siena (-4,7%), dopo il downgrade da parte di Moody’s a Ba2. Male anche Ferragamo (-4,8%), dopo le bocciature arrivate da Mediobanca e Hsbc. Ancora in luce Stm (+3%).
Valute: yen in discesa su propensione al rischio

Tra le valute, torna sotto 1,31 l’euro/dollaro in scia con l’apertura incerta delle borse europee. Le resistenze odierne si collocano a 1,3140 e 1,3172, mentre i supporti rimangono a 1,3080, 1,3040 e infine 1,3010. Oggi qualche dichiarazione a margine dei lavori del Consiglio europeo potrebbero portare volatilità sul cross. Si allontanano dai massimi della notte il cambio usd/jpy e eur/jpy. Su entrambi i grafici si sono configurati dei doppi massimi (con quelli di metà settembre) da cui è partito un timido pull back. Se la propensione al rischio dovesse continuare a rimanere sostenuta probabilmente questi massimi potrebbero essere superati senza difficoltà.

Macro: Pil Cina rallenta ancora ma il calo si sta stabilizzando

Sul fronte macro, in Cina il Pil del 3° trimestre ha mostrato una crescita tendenziale del 7,4%, in rallentamento dal +7,6% dei tre mesi precedenti. Si tratta della settima decelerazione consecutiva. Sebbene i dati siano in linea consensus, segnali positivi sono arrivati dai dati di settembre sulla produzione industriale (+9,2% a/a da 8,9%), sulle vendite al dettaglio (+14,2% a/a da 13,2%) e sugli investimenti fissi (+20,5% a/a da 20,2%). La nostra sensazione è che nell’ultima parte dell’anno ci possa essere un recupero dell’attività economica che va stabilizzare la crescita dopo i recenti rallentamenti.

Titoli di Stato: successo per Btp Italia

Sul fronte governativo, asta sicuramente positiva quella spagnola a medio lungo termine di questa mattina. Il Tesoro di Madrid ha collocato poco più di 4,6 miliardi di euro di titoli a 3, 4 e 10 anni, con rendimenti in calo su tutte le scadenze. Delude un po’ la domanda sul titolo a 10 anni, anche se nella precedente asta il bid-to-cover era falsato dal basso importo in emissione. Si chiude oggi il collocamento del Btp Italia, che ieri ha registrato oltre 5 miliardi di euro di ordini. Il titolo ha già ampiamente superato i massimi di marzo (7,2 miliardi di euro), raggiungendo quota 11 miliardi. Il miglioramento delle condizioni di mercato e le misure adottate dalla Bce hanno favorito questo risultato.

Commodity: dati Cina non aiutano comparto

Tra le commodity, debole l’oro questa mattina, con il prezzo spot a 1.747 dollari/oncia, mentre il petrolio rimane stabile, con il Wti a 92 dollari/barile. I segnali arrivati dalla Cina nella notte non sembrano sostenere il comparto.

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG