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Spagna rivede al rialzo stime crescita Pil 2014, niente rialzi delle tasse

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Il governo spagnolo ha rivisto al rialzo le proprie stime di crescita per il prossimo anno. Come anticipato dal premier Mariano Rajoy nei giorni scorsi, il budget 2014 approvato oggi dall’esecutivo iberico vede il Pil espandersi il prossimo anno al ritmo dello 0,7% rispetto al +0,5% precedentemente stimato. Una maggiore spinta dovrebbe arrivare dai consumi privati con un progresso dello 0,2% rispetto alla variazione nulla precedentemente stimata. L’export è visto in progresso del 5,5%. Confermata per il 2013 la stima di una contrazione del Pil dell’1,3%.

Nel corso di un’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Wall Street Journal il primo ministro Mariano Rajoy aveva anticipato che l’economia spagnola è attesa tornare a crescere nel corso del trimestre in corso, con un incremento tra 0,1 e lo 0,2% rispetto al trimestre precedente.

Niente nuove tasse, stipendi degli statali ancora bloccati
Nel presentare alla stampa la nuova finanziaria per il prossimo anno il ministro delle Finanze, Cristobal Montoro, ha sottolineato che per il prossimo anno non sono previsti ulteriori rialzi della tassazione. La nuova finanziaria prevede la conferma per il quarto anno consecutivo del congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Insieme alla legge di bilancio il governo Rajoy ha varato anche l’attesa riforma delle pensioni.

 
Attesi segnali di risveglio dal mercato del lavoro
Riviste anche le stime sul mercato del lavoro con proiezioni più ottimistiche. Alla fine di quest’ano il tasso dei senza lavoro dovrebbe attestarsi al 26,6% dal 27,1% annunciato in precedenza, mentre nel 2014 dovrebbe scendere al 25,9% dal 26,7% della precedente previsione.
Segnali di inversione di tendenza sul mercato del lavoro si sono già intravisti nel secondo trimestre dell’anno, con tasso di disoccupazione sceso al 26,26% dal 27,16% precedente.

Deficit visto scendere al 5,2% nel 2014, sotto il 3% nel 2016
Il percorso di rientro del deficit da parte della spagna vedrà nel 2014 il rapporto deficit/Pil scendere al 5,2% dal 6,5% atteso per quest’anno, per poi diminuire ancora al 4,2% nel 2015 e al 2,8% nel 2016. Rivisto il dato relativo al 2012 con deficit del 6,84% rispetto al 6,98% annunciato in precedenza.
Le nuove stime sul deficit in sostanza si allineano a quelle della Commissione Europea che nei mesi scorsi ha concesso a Madrid una dilazione di due anni del termine entro cui rientrare dalla procedura di deficit eccessivo, da perseguire entro il 2016 e non il 2014 precedentemente pattuito.