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Spagna: referendum Catalogna, cosa aspettarsi dal voto di indipendenza e quali conseguenze sui mercati

Domenica in Spagna è previsto il referendum per l’indipendenza della regione Catalogna. Cosa aspettarsi dal voto, ritenuto illegale dal governo di Madrid.

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Alta tensione in Spagna, tra il governo centrale e regionale in vista del referendum per l’indipendenza della Catalogna, previsto per domenica 1 ottobre. Madrid ha tentato di impedire il voto illegale, attraverso misure di controllo finanziario (il governo centrale gestisce il finanziamento dei principali servizi pubblici), il sequestro di materiali elettorali, nonché l’arresto di alcuni funzionari regionali coinvolti nell’organizzazione e lo schieramento di polizia alle urne. Se il referendum avrà luogo, quale esito aspettarsi e quali risvolti sui mercati finanziari?

“Molto probabilmente il livello di partecipazione sarà relativamente basso (inferiore al 50%), non solo a causa del disagio causato dalle ultime misure giudiziarie, ma anche perché in questo contesto solo gli elettori pro-indipendenza realmente motivati​ parteciperanno a questo referendum illegale – rispondono gli analisti Apolline Menut e Antonio Garcia Pascual di Barclays – Comunque sia, qualunque forma di referendum avvenga, ci aspettiamo una chiara vittoria del voto separatista“. Se così fosse, il governo regionale dichiarerebbe unilateralmente l’indipendenza della Catalogna, indipendentemente dal livello di partecipazione raggiunta.

Tuttavia, nessuna istituzione o Paese riconoscerà l’esito di questo referendum, ritenuto incostituzionale. “Pensiamo che il più probabile evento post-referendum potrebbe essere per il governo regionale chiedere elezioni in Catalogna“, affermano gli esperti di Barclays. I sondaggi effettuati nel corso dell’estate hanno fatto emergere un forte vantaggio per il partito di sinistra, pro-indipendenza Erc. Il suo leader, Oriol Junqueras, potrebbe essere dunque nominato il prossimo presidente della regione Catalogna. “È troppo presto per valutare se il nuovo governo regionale sceglierà di negoziare un accordo migliore per la Catalogna con il governo centrale, anche finanziariamente, oppure preferirà un approccio più radicale e confrontativo”.

Quali rischi sui mercati?
Alcuni scenari di rischio potrebbero emergere nel giorno del referendum e nel suo immediato seguito, soprattutto nel caso in cui il governo centrale spinga a una escalation del confronto. “Se il governo centrale – prevedono gli analisti di Barclays – farà scattare l’articolo 155 della Costituzione, alcuni dei poteri devoluti alla regione della Catalogna potrebbero essere rimossi, con una potenziale escalation del conflitto e proteste violente“. Scenari, che potrebbero logicamente avere un impatto negativo sui mercati finanziari nel breve termine.