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Spagna entra in recessione, scure di S&P’s su nove banche

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S&P’s
Non si spengono i riflettori sulla Spagna. Stamattina la scure di Standard & Poor’s si è abbattuta su nove istituti di credito iberici, dopo che settimana scorsa l’agenzia Usa aveva tagliato il debito sovrano spagnolo, portandolo da A a BBB+, con outlook negativo. In una nota gli analisti hanno comunicato di aver abbassato il rating di Santander, la divisione Banesto, Bbva,  Banco Sabadell, Ibercaja, Kutxabank, Banca Civica, Bankinter e Barclays. S&P’s ha inoltre deciso di porre sotto osservazione per un possibile downgrade altre due banche spagnole: Caixa Bank e Bankia.
 
La recessione
I dati usciti questa mattina hanno ufficializzato l’entrata in recessione della Spagna. Il Prodotto interno lordo iberico ha evidenziato nei primi tre mesi dell’anno un calo trimestrale dello 0,3% dopo la flessione dello 0,3% registrata nel trimestre precedente. L’indicazione è comunque migliore delle attese che avevano pronosticato un ribasso dello 0,4%. Su base annua il Pil è calato dello 0,4% contro il -0,6% indicato dal consensus e il -0,3% del precedente dato. Si parla quindi di recessione tecnica, in quanto il calo si è protratto per due trimestri consecutivi ed è la seconda che il Paese sperimenta in tre anni.
 
La disoccupazione
Settimana scorsa era stata la volta della diffusione del dato sulla disoccupazione spagnola, cresciuta nel primo trimestre fino ad attestarsi al 24,44%, il livello massimo dal 1996. Alla fine del 2011 era al 22,85%. Il dato si è rivelato peggiore delle attese degli analisti, che avevano previsto un tasso di disoccupazione al 23,80%.
 
La difficile situazione spagnola si riflette in Borsa, con l’indice Ibex che a circa metà giornata cede lo 0,55% a 7.106 punti.