Spagna campione d'Europa: per l'Ibex 12 mesi di rialzi in vista. Lo dice la statistica

Inviato da Marco Barlassina il Dom, 01/07/2012 - 23:00
La Spagna è per la seconda volta consecutiva campione d'Europa. Con un 4-0 inflitto a una pur generosa Italia, la nazionale iberica si ritaglia un posto nella storia e la Spagna qualche possibilità in più, almeno a livello statistico, di veder decollare la sua Borsa.
Nei 12 mesi successivi al giorno della finale di un Campionato mondiale o europeo di calcio il Paese vincitore è stato infatti premiato con rendimenti azionari positivi ben 7 volte su 10, con un rendimento medio del 10,2 per cento. Lo spiega Paolo Federici, Country Head per l'Italia di Fidelity Worldwide Investment, in un commento che pubblichiamo di seguito.

La stampa internazionale ha già ampiamente rimarcato come le squadre dei Paesi Europei maggiormente indebitati abbiano ottenuto risultati superiori rispetto a quelle dei Paesi economicamente più solidi. Alcuni, forse animati anche da risentimento per le gesta calcistiche delle squadre avversarie, si sono spinti fino a fare dell'ironia sul fatto che la squadra vincitrice avrebbe ottenuto un bail out, un intervento di sostegno economico.

Circa il beneficio economico per le squadre vincitrici, per quanto ciò non sia assodato in maniera definitiva, sono in molti a sostenere che la vittoria di una Coppa del Mondo di calcio favorisca la crescita del PIL di alcune decine di basis points. Ciò avverrebbe in virtù del fatto che la popolazione, galvanizzata dal risultato positivo, tende a spendere e consumare di più, sostenendo appunto l'economia del Paese.

In questa fase gli investitori internazionali nutrono una fiducia inferiore rispetto al passato nei confronti delle economie di alcuni Paesi europei "periferici", fra cui Italia e Spagna. Se la performance positiva di Piazza Affari il giorno dopo la semifinale con la Germania, è probabilmente da attribuire in primo luogo alle "misure antispread" approvate nel corso della notte, non si può però escludere che in questo ambito vi siano fattori, meno razionali, che influenzano la percezione fra investitori di un determinato Paese. In particolare la bella prova sostenuta nel corso della partita dell'Italia contro la Germania, seguita da milioni di telespettatori (e di investitori), potrebbe infatti aver favorito in una certa misura una immagine più positiva dell'Italia e del suo mercato.

Per gli amanti delle statistiche è infatti interessante notare che si possono trovare delle correlazioni fra i risultati calcistici e le performance azionarie. Per quanto concerne ad esempio gli ultimi 5 Mondiali e gli ultimi 5 Europei disputati, si può osservare che nei 12 mesi successivi al giorno della finale il Paese vincitore è stato premiato con rendimenti azionari positivi ben 7 volte su 10, con un rendimento medio del 10.2%. Inoltre in 7 occasioni su 10 la squadra vincitrice ha ottenuto rendimenti azionari superiori rispetto all'avversaria. Guardando sempre ai 12 mesi successivi ai match, l'indice italiano è cresciuto del 3,7% in seguito al mondiale perso dagli azzurri contro il Brasile nel 1994, è calato in seguito alla sconfitta agli Europei del 2000 ed è invece cresciuto di ben il 21,5% dopo il mondiale vinto dall'Italia nel 2006 contro la Francia.
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