Spagna bocciata da Standard & Poor’s: preoccupano recessione e tensioni sociali

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Non si può di certo definirla una decisione inattesa. 
Da settimane gli analisti la preannunciavano e, alla fine, l’attesa bocciatura è arrivata. 
Nella notte l’agenzia Standard & Poor’s ha tagliato il rating sulla Spagna: un downgrade di due livelli con il giudizio sul merito creditizio del Paese che scende da BBB+ a BBB-. L’outlook sul Paese iberico rimane negativo.
La decisione è diretta conseguenza della profonda recessione che attanaglia il Paese e che limita le opzioni del governo per cercare di risanare una situazione fortemente deteriorata dalla crisi del debito sovrano. 
Lo precisa una nota dell’agenzia dove si sottolinea come preoccupa anche il crescente malcontento sociale che dilaga nel Paese. 
Le prossime elezioni amministrative, con le crescenti frizioni tra il governo centrale e quelli regionali pongono ulteriori dubbi sul futuro che rimane attorniato da un evidente clima di incertezza.
La conferma dell’outlook negativo è legata alle risultanze dal fronte economico e dei conti pubblici e alla mancanza di una chiara direzione nella politica dell’Eurozona.
Il Paese si trova fronteggiare un clima sociale ed economico estremamente preoccupante. Il prodotto interno lordo spagnolo dovrebbe registrare una contrazione pari all’1,8% nel 2012. La ripresa non dovrebbe materializzarsi neppure nel prossimo anno quando l’economia di Madrid dovrebbe registrare un ulteriore calo pari all’1,4%. Il mercato del lavoro continua ad evidenziare un tasso di disoccupazione estremamente elevato, soprattutto nella fascia giovanile. I tagli alla spesa pubblica annunciati dall’esecutivo Rajoi  stanno inoltre generando una preoccupante ondata di malcontento sociale che sembra destinato ad acuirsi ulteriormente. 
Ulteriori criticità arrivano dal mercato immobiliare e dal sistema bancario che, in un clima di dilagante sfiducia e di strutturale carenza di credito, non fornisce all’economia la linfa necessaria per avviare una ripresa sostenibile. 
Questi fattori non fanno altro che aumentare l’incertezza sul sistema finanziario a livello di area euro, che l’agenzia di rating definisce destabilizzante.
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