1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Mondo ›› 

Spagna: banche Ue esposte per 602 miliardi, Madrid smentisce voci di stampa tedesche

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La Spagna torna sotto i riflettori. Ad accenderli ci ha pensato questa mattina la stampa tedesca, scrivendo che Madrid sarebbe in procinto di chiedere un aiuto finanziario all’Unione Europea. Tesi rafforzata da indiscrezioni rilanciate dalla “Faz” secondo cui il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, sarebbe preoccupato per la situazione dei crediti delle banche spagnole.


Voci che alimentano il nervosismo sui mercati, visto il peso rilevante del Paese iberico all’interno della zona euro. Peso confermato dall’ultimo rapporto della Bri (Banca dei regolamenti internazionali) e riportato da El Pais: l’esposizione delle banche dell’Eurozona verso la Spagna è pari a 602 miliardi di euro, tenendo conto dei presiti sia al settore privato che a quello pubblico. Una cifra che da sola si avvicina ai 705 miliardi di esposizione verso Grecia, Irlanda e Portogallo messe insieme.

Ma quali sono le banche più esposte verso la Spagna? Ai primi due posti troviamo gli istituti francesi (206 miliardi) e quelli tedeschi (167 miliardi). Livello elevato anche per le banche statunitensi (140 miliardi), che invece hanno un’esposizione minima in Grecia, Irlanda e Portogallo. Dal rapporto della Bri emerge che le banche italiane sono tra le meno esposte verso Madrid con prestiti per circa 50 miliardi.


La secca smentita di Madrid alle indiscrezioni di stampa tedesca non si è fatta attendere. Il vice ministro delle Finanze, Carlos Ocana, ha assicurato che “la Spagna non ha assolutamente chiesto alcun finanziamento all’Unione Europea e non ha alcun problema a ripagare il suo debito”. Anche la Commissione Europea ha bollato come “semplici speculazioni” le notizie pubblicate questa mattina da organi di stampa tedeschi.


Nel frattempo in Spagna prosegue la riorganizzazione delle casse di risparmio in difficoltà. La Caja Madrid, seconda cassa di risparmio del Paese, che aveva annunciato la fusione con altri sei istituti minori (Caja Ávila, la Caja Rioja, la Caixa Laietana, la Caja Insular de Canarias e la Caja Segovia), chiederà 4,47 miliardi di euro ad un fondo statale creato per promuovere aggregazioni tra gli istituti di risparmio (FROB o Fondo de Restructuracion Ordenada Bancaria).