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Spagna al contrattacco dopo l’ultima crisi di nervi: Zapatero si gioca la carta delle riforme

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Madrid dà un calcio alla speculazione. La Spagna è partita al contrattacco dopo l’ultima crisi di nervi sul debito. Oggi sulle Borse si sale: l’Ibex segna un +1,12% a 9.655 punti in linea con i principali listini continentali dopo il via libera al piano salva Dublino definito a Bruxelles ieri. Ma gli speculatori restano in agguato. Il capo del governo socialista, Josè Luis Zapatero, agli investitori che scommettono su un default della Spagna ha lanciato un avvertimento chiaro: “sbagliano e andranno contro i propri interessi”.


“Escludo assolutamente” che la Spagna possa chiedere a sua volta, dopo Grecia e Irlanda, “la necessità di un salvataggio” internazionale, ha chiarito Zapatero nel fine settimana, che ha portato al via libera il piano di salvataggio dell’Irlanda. Madrid è sempre di più al centro della partita dell’euro. Un suo tracollo è visto dagli analisti come un possibile colpo fatale per la moneta unica.

Anche The Economist segnala che Zapatero è diventato la chiave per la moneta unica europea. “Il futuro dell’euro sarà sicuro solo quando il contagio sarà stato spazzato via: ora è chiaro che questo dipende in modo cruciale da quanto succederà in Spagna”, ritiene la rivista della City. Zapatero rileva il settimanale economico, “non ha capito realmente la necessità delle riforme”.


Davanti all’agitazione dei mercati il premier spagnolo deve accelerare le riforme lasciate a metà e presentare “un piano di medio termine credibile”: deve affrontare il problema del debito delle banche e delle regioni, chiudere la riforma delle pensioni, rilanciare la competitività spagnola. Un monito che non è affatto caduto nel vuoto. Ieri il premier socialista spagnolo si è dichiarato, dopo una riunione con i principali dirigenti industriali del paese, pronto ad accelerare l’agenda.


L’incontro con i 39 industriali convocati alla Moncloa, la sede della presidenza del governo, durato circa 4 ore, è stato straordinariamente utile e positivo, ha affermato Zapatero. La riunione è stata messa in calendario di corsa. Secondo El Pais online gli industriali spagnoli hanno chiesto al premier socialista che “non gli tremi il polso” nell’attuazione delle riforme messe in cantiere. E qualcosa si è mosso. Il premier spagnolo ha spiegato che la riforma si baserà su tre pilastri: austerità nei conti pubblici, ristrutturazione del sistema finanziario con la riorganizzazione delle casse di risparmio e riforme strutturali. Su quest’ultimo punto Zapatero ha sottolineato che il suo governo intende partire con la riforma al più presto possibile in modo da diventare più produttivi e competitivi.