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S&P’s: banche, taglio da 44 miliardi alle imprese italiane. Senza ripresa nuovi downgrade nel 2013

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Sempre più imprese italiane, tra cui aziende di medie dimensioni, potrebbero far ricorso nei prossimi anni alle emissioni obbligazionarie per arginare la stretta sul credito bancario. E’ quanto emerge da un rapporto sulle imprese italiane elaborato da Standard & Poor’s.

Al momento, spiega l’agenzia statunitense, le aziende italiane attingono circa il 90% delle loro esigenze di finanziamento a lungo e breve termine dalle banche ma questa fonte di risorse sta diventando sempre meno disponibile in quanto gli istituti di credito stanno affrontando un percorso di riduzione della leva finanziaria. Questo, insieme all’allentamento della legislazione societaria e fiscale per le medie imprese introdotta in Italia probabilmente incoraggerà le aziende a erogare più prestiti obligazionari. Gia lo scorso anno, rileva S&P’s, le aziende italiane hanno emesso un ammontare netto di 20 miliardi di euro di bond compensando parzialmente il taglio di 44 miliardi di euro dei finanziamenti da parte del sistema bancario.

Standard & Poor’s è convinta che la continua stabilità dei mercati finanziari e la ripresa dell’economia domestica potrebbe spingere verso una sostenuta crescita del mercato dei corporate bond. In uno scenario di crescita zero, in cui le imprese emettono obbligazioni principalmente per rifinanziare il debito esistente, l’agenzia stima che la percentuale di obbligazioni sul totale dei finanziamenti aziendali potrebbe crescere dell’11-14% nei prossimi cinque anni. In presenza di una ripresa della crescita economica il funding attraverso bond per S&P’s potrebbe arrivare fino al 14%-17%, in scia alla ripresa degli investimenti fissi.
 
Un più ampio ricorso al mercato dei bond per gli esperti potrebbe contribuire a migliorare la struttura di capitale delle imprese italiane e ridurre i rischi di rifinanziamento perche’ potrebbe allungare le scadenze del debito e diversificare la base degli investitori. Tuttavia la sostituzione del debito bancario con quello obbligazionario rischia di essere un processo lungo e difficile a causa dello scarso interesse da parte degli investitori istituzionali italiani per le emissioni obbligazionarie delle medie imprese: in media l’80% delle obbligazioni sono state sottoscritte da investitori stranieri. A pesare, per S&P’s è anche l’assenza di un mercato sviluppato del private placement.

Le deboli performance operative stanno pesando sulla qualità del credito di molte delle 36 imprese che sono sotto l’esame dell’agenzia Usa, sottolineando che ulteriori azioni negative sul rating sono possibili nel 2013 in mancanza di una ripresa dell’economia domestica nell’ultima parte dell’anno.