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S&P, “Pioggia di downgrade per i rating sovrani dei Mercati emergenti nel 2016”

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Dopo aver raggiunto un picco di crescita del 60% tra il maggio 2013 e il dicembre 2014, i rating sovrani dei venti Mercati emergenti con giudizio investment grade (BBB- o superiore) sono diminuiti del 50%, generando il rapporto più basso dal 2009. E’ questa l’allarmante sintesi di un rapporto pubblicato ieri dall’agenzia di rating Standard & Poor’s, che spiega anche come la riduzione della quota di Paesi emergenti “investment grade” dal dicembre 2014 a oggi sia dovuta soprattutto ai declassamenti della Russia nel mese di gennaio 2015 e del Brasile nel settembre 2015. Conclusione: “La media ponderata del sovrano emergente è attualmente al suo livello più basso dalla metà del 2005”, dicono gli analisti di S&P. Che aggiungono: “Le nostre prospettive per la metà di questi rating sovrani sono stabili, mentre il numero di prospettive negative è più che raddoppiato negli ultimi sei mesi e ora gli outlook negativi sono più numerosi di quelli positivi: nel dettaglio, il rapporto è oggi di sette a due“.
Pioggia di downgrade
In altre parole, secondo Standard&Poor’s, il 2016 sarà l’anno con il maggior numero di downgrade nei Mercati emergenti. I Paesi colpiti? “Attualmente abbiamo prospettive negative su Brasile, Libano, Polonia, Russia, SudAfrica, Turchia e Venezuela”, è il giudizio lapidario di S&P. In particolare S&P ha tagliato il rating del Brasile da BB+ a B, del Libano da B a B-, della Polonia da A- a BBB+, della Russia da BB+ a B, della Turchia da BB+ a B, del Venezuela da CCC a C, e del Sud Africa South da A- a BBB-. “L’outlook negativo sulla Russia riflette la nostra idea che nei prossimi dodici mesi i buffer fiscali potrebbero deteriorarsi più velocemente di quanto atteso – è il commento di S&P – E potremmo anche abbassare le previsioni se gli eventi geopolitici dovessero ulteriormente deteriorarsi inasprendo il regime sanzionatorio applicato alla Russia. Al contrario, potremmo rivedere l’outlook da negativo a stabile se la crescita economica e la stabilità finanziaria dovessero migliorare”. Quanto alla Turchia, nel report si sostiene che una revisione positiva delle previsioni è possibile solo in caso di crescita economica accompagnata da una minore dipendenza dai prestiti esterni.
Cina stabile
Stabili invece i rating assegnati da S&P a Cina, Colombia, Egitto, Ungheria, India, Malaysia, Messico, Marocco, Filippine e Tailandia. “L’outlook stabile su Pechino si basa sulla valutazione che l’agenda politica della Repubblica popolare cinese sarà di stimolo alla capacità di ripresa dell’economia agli shock nei prossimi anni – spiegano gli analisti – Questa valutazione ha come corollario il fatto che i consumi saranno il fattore chiave della crescita economica e che il credito sarà più in linea con il Pil nominale”. Positivi infine i giudizi su Indonesia (da B a BB+) e Pakistan (da B- a B).  “Riteniamo che si possano rivedere al rialzo le nostre valutazioni sull’Indonesia nel corso dei prossimi dodici mesi se il governo raggiungerà l’obiettivo dichiarato di migliorare la qualità della spesa”, concludono gli analisti di S&P.