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A S&P non piace l’idea di una Fiat senza Auto, ma l’esercizio put profuma di upgrade

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“Siamo preoccupati della possibilità di Fiat di cedere tutta l’Auto a General Motors. Tuttavia continuiamo a ritenere che i rating di Gm probabilmente non corrano rischi diretti”, sostiene Scott Sprinzen, analista di Standard&Poor’s in una nota raccolta da Spystocks. L’esperto dall’agenzia internazionale di rating passa in rassegna tutte le possibilità di gioco in mano al partner americano del Lingotto. Nel caso in cui Gm dicesse no alle richieste di Torino, l’affaire put potrebbe protrarsi per parecchio tempo. La soluzione intermedia prevederebbe il pagamento dell’opzione parte in denaro e parte in azioni. Nel caso in cui gli americani mettessero le mani su Fiat, la storia riserverebbe ulteriori puntati. Secondo Sprinzen, infatti, “conoscere chi sarà il futuro proprietario di Fiat Auto è più importante per Fiat che per General Motors”. L’analista mette il dito nella piaga. “La debole performance e le prospettive di Fiat Auto sono il fattore di maggior peso nel profilo di Fiat, che punta a rilanciarsi nel settore dei veicoli commerciali, con Iveco e Cnh”. Naturalmente, “i rating di Fiat scontano gli sforzi sotto il profilo della ristrutturazione e il lancio di nuove auto, che potrebbero gradualmente migliorare la profittabilità e la generazione di cassa durante i prossimi anni. Ma i dubbi sull’outlook negativo di Fiat non sono comunque del tutto fugati”, sottolinea Spinzen. Risultato: “se Fiat riuscisse ad esercitare la put questo potrebbe portare a un upgrade”.