S&P mette sotto osservazione l’Eurozona: torna la tensione sui mercati

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Nuova doccia fredda per l’eurozona. Ieri sera Standard & Poor’s ha annunciato di avere posto sotto osservazione per un possibile downgrade 15 Paesi della zona euro, ad eccezione della Grecia e Cipro. Sono stati messi in guardia Paesi come la Germania e la Francia che potrebbero uscire dal ‘club della Tripla A’. Ma non solo, rischiano di perdere il rating AAA Paesi ritenuti virtuosi e premiati, almeno fino a oggi, con il massimo dei giudizi come Olanda, Austria, Finlandia e Lussemburgo.

S&P mette sotto osservazione l’Eurozona. Rischio downgrade per Francia e Germania
In pratica, entro tre mesi il giudizio di questi Paesi potrebbe essere ritoccato verso il basso in scia all’acuirsi della crisi economica, finanziaria e politica che sta investendo la zona euro. L’agenzia di rating Usa elenca alcuni fattori critici per la zona euro: tra cui il restringimento del credito in questa area; il costante disaccordo tra i policy makers europei su come affrontare la mancanza di fiducia sui mercati e, nel lungo termine, come assicurare una maggiore convergenza economica, finanziaria, fiscale tra i membri dell’eurozona; un alto indebitamento e infine il crescente rischio di una caduta in recessione nella zona euro per l’intero 2012.
“Austria, Belgio, Finlandia, Germania, Olanda e Lussemburgo – si legge nella nota – potrebbero vedere il rating scendere di un gradino, mentre gli altri paesi, tra cui la Francia, di due”.
La decisione che è arrivata a sorpresa nella tarda serata di ieri e giunge in una settimana cruciale per il destino dell’euro. L’agenzia si è espressa proprio alla vigilia del vertice salva-euro che si terrà a Bruxelles giovedì e venerdì prossimo. E sono molti gli analisti (osservando la tempistica dell’annuncio) che avanzano l’ipotesi che questa mossa rappresenti un chiaro ed esplicito invito ai Paesi europei di approvare rapidamente le modifiche ai Trattati per mettere al sicuro il futuro della moneta unica.

Accelera la coppia Merkel-Sarkozy
Il tempo stringe e l’asse Berlino-Parigi accelera ulteriormente in vista del summit clou previsto a Bruxelles nei prossimi giorni. Nel corso dell’incontro tra il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che si è tenuto ieri all’Eliseo, è stata infatti raggiunta un’intesa sul fronte dei Trattati europei. Le proposte dei due leader verranno inviate domani al consiglio europeo.
Se la questione eurobond viene per il momento accantonata, si lavora a una maggiore unione fiscale all’interno dell’Unione. In particolare, saranno presenti sanzioni immediate per gli Stati che oltrepassano la soglia del 3% nel rapporto fra deficit e Pil. Inoltre i paesi dell’eurozona dovranno inserire, nelle proprie costituzioni, un articolo dedicato al pareggio di bilancio. 

I mercati reagiscono male alla mossa di S&P’s
Il buon umore visto ieri sui mercati del Vecchio continente e dettato prima dalla manovra salva-Italia, approvata dal consiglio dei ministri domenica pomeriggio, e poi dalle proposte della coppia franco-tedesca è stato spazzato via dall’avvertimento di S&P’s. In avvio di contrattazioni le Borse europee si sono mostrate deboli. Intorno alle 9.25 il Ftse100 cede lo 0,2%, mentre il Cac40 lascia sul terreno lo 0,3%. Peggio fa il Dax che perde oltre l’1% sul timore di perdere la tanto prestigiosa tripla AAA.
“La decisione di S&P di mettere in creditwatch negativo 15 nazioni europee potrebbe rappresentare un ostacolo imprevisto sulla strada della ratificazione delle modifiche ai trattati sui quali Francia e Germania stanno ormai discutendo da settimane come premessa ad un via libera per il raggiungimento di quell’unione fiscale che lasci le mani libere alla Bce”. Questo il commento degli analisti di Cmc Markets. “Ora, la minaccia di dover incassare un peggioramento del merito di credito per salvare l’Europa dalla bancarotta potrebbe irrigidire ulteriormente le posizioni dei Paesi più virtuosi che continuano a domandarsi se davvero ne valga la pena”, rimarcano gli esperti.