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S&P e Dow Jones a nuovi record intraday. Tassi Treasuries giù, inflazione core gela la Fed

C’è un indice, in particolare, che ha riportato la peggiore performance dal 1998. Non una buona notizia, soprattutto in vista del Natale.

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Cautela a Wall Street in attesa di quella che sarà l’ultima riunione della Fed del 2017, e l’ultima conferenza stampa di Janet Yellen, nelle vesti del numero uno dell’istituto. Le previsioni, ampiamente scontate dai mercati, sono di un rialzo dei tassi di interesse Usa di un quarto di punto percentuale al target compreso tra l’1,25% e l’1,5%.

Ciò che appare meno scontato è quanto accadrà nel 2018, soprattutto alla luce della pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo – principale termometro del trend dell’inflazione – relativo al mese di novembre,  che ha portato i trader a riposizionarsi sui bond e sull’oro, smobilizzando ulteriormente il dollaro.

Azionario cauto, con il Dow Jones e lo S&P 500 che hanno testato nuovi record intraday, dopo i massimi di chiusura segnati negli ultimi tre giorni di contrattazioni.

In particolare, alle 15.45 ora italiana, il Dow Jones saliva di oltre lo 0,20%, a 24.555,78, mentre lo S&P avanzava dello 0,17% a 2.688,59. In ripresa il Nasdaq, +0,38%, a 6.887,90.

La diffusione del dato relativo ai prezzi al consumo conferma il dilemma che la Federal Reserve condivide con la Bce, ovvero la debolezza delle pressioni inflazionistiche.

A fronte del dato complessivo, salito dello 0,4% su base mensile, e del 2,2% su base annua (rispetto al 2% di ottobre), la componente core ha deluso le attese, avanzando di appena +0,1% su base mensile e rallentando dall’1,8% di ottobre all’1,7%.

Il trend su base annua della componente core è il più debole degli ultimi tre anni. Non solo: c’è un sottoindice del dato che preoccupa ancora di più, in vista del Natale e nel pieno della stagione di shopping natalizio, che negli Stati Uniti è iniziata nel Black Friday, il giorno successo alla festività del Thanksgiving.

Si tratta del sottoindice che monitora i prezzi degli articoli di abbigliamento, che è addirittura sceso, con un ribasso pari a -1,3%, il più forte dal settembre del 1998.

I numeri hanno affossato la probabilità che il prossimo anno la Fed prosegua nel suo percorso di normalizzazione dei tassi con altre due strette monetarie: il risultato è stato l’immediato calo dei tassi sui Treasuries e del Dollar Index, già zavorrato dall’esito delle elezioni in Alabama, che hanno rinfocolato i timori sull’approvazione della riforma fiscale di Donald Trump da parte del Congresso Usa.

In particolare, i tassi sui Treasuries decennali sono scesi di oltre -1%, al 2,374% circa; quelli a due anni sono calati all’1,819% rispetto all’1,829% della sessione precedente e i trentennali sono arretrati al 2,751%. Per i prezzi dell’oro scambiati sul Comex, rialzo dello 0,42%, a $1.246,90.