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Sospette manipolazioni di mercato, la Sec avvia la campagna contro la speculazione

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E’ iniziata con un’azione di emergenza la lotta della Securities Exchange Commission (la Consob americana) nei confronti della speculazione e soprattutto contro gli eccessi della vendita allo scoperto (la pratica di vendere titoli non posseduti con l’obiettivo di ricomprarli a un prezzo inferiore) ritenuti capaci di portare allo sconvolgimento del mercato. Con un comunicato d’urgenza emesso nella serata di ieri la Sec ha infatti posto limitazioni all’attività di short selling, considerata alla base, congiuntamente alla diffusione ad arte di rumor, di gravi manipolazioni ai prezzi di alcuni titoli, tra i quali anche quelli di Bear Stearns.


E già si parla di azioni ancora più incisive. Bloomberg riporta questa mattina indiscrezioni secondo cui la stessa Sec avrebbe già emesso mandati di comparizione per alcuni dipendenti di fondi hedge e case d’affari connessi con la sospetta manipolazione dei titoli Lehman Brother e Bear Stearns. Già ieri d’altra parte il presidente della Sec, Christopher Cox, aveva spiegato davanti alla Commissione Bancaria del Senato Usa che la Commissione è impegnata nell’investigazione circa attività di trading ai limiti della legalità che avrebbero contribuito al collasso di Bear Stearns e alla perdita dell’80% del  valore dei titoli Lehman Brothers da inizio anno. “Negli ultimi giorni falsi rumor hanno continuato a minacciare significativi sconvolgimenti del mercato”, spiega la nota, rimandando esplicitamente ai rumor riguardanti istituzioni finanziari alle prese con problemi di liquidità.


Al centro dell’attenzione della Sec è in particolare una pratica conosciuta come naked short selling, ossia la vendita di titoli senza prima averli presi in prestito, attività che si risolve più comunemente nel prestito da parte di un broker di un indefinito pacchetto di titoli che, non essendo identificati, possono essere “prestati” a più controparti, amplificando così il potenziale ribassista delle vendite allo scoperto.


“Falsi rumor – spiega la nota della Sec – possono portare alla perdita di fiducia nei mercati. Questa perdita di fiducia può condurre al panic selling, che può essere ulteriormente esacerbato dal naked short selling. Come risultato il prezzo dei titoli potrebbe artificialmente scendere ben al di sotto del livello che risulterebbe dal normale processo di contrattazione. Se rilevanti istituzioni finanziarie sono coinvolte, questa catena di eventi può minacciare lo sconvolgimento dei mercati”. E proprio gli eventi che hanno preceduto la vendita di Bear Stearns sarebbero indicativi dell’impatto sul mercato dei rumor. “Durante la settimana del 10 marzo 2008 – si legge – si sono diffusi rumor riguardanti problemi di liquidità a Bear Stearns che hanno eroso la fiducia degli investitori nella società. Mano a mano che il prezzo del titolo scndeva, saliva la preoccupazione delle controparti di Bear Stearns e si è avuta una crisi di fiducia durante la stessa settimana”.


Ma gli interventi della Sec non riguardano solo il settore finanziario. E’ il caso di Paul S. Berliner, un trader che lo scorso aprile la Commissione ha accusato di frode e manipolazione del mercato per aver intenzionalmente disseminato falsi rumor riguardanti l’acquisizione di Alliance Data System Corp da parte di Blackstone Group. In quel caso le azioni di Alliance Data precipitarono a tutto favore di Berliner che aveva in precedenza assunto posizioni corte sul titolo.