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Soros: 3 mesi di tempo per salvare l’euro

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Restano tre mesi per salvare l’architettura dell’euro. E solo la Germania può compiere i passi necessari per rovesciare una situazione che oggi appare critica. Lo ha detto il finanziere George Soros partecipando al Festival dell’economia di Trento in un intervento successivamente pubblicato anche sul sito internet personale del magnate di origine ungherese.

“A mio giudizio – spiega Soros nel suo intervento – le autorità hanno ancora una finestra di tre mesi durante i quali correggere i loro errori. Con il termine autorità intendo principalmente il governo tedesco e la Bundesbank perché in una crisi i creditori sono seduti al posto di guida e nulla può essere fatto senza il supporto tedesco”.

La ricetta di Soros per uscire dalla crisi dell’Eurozona è per molti aspetti simile a quella raccomandata settimana scorsa dalla Commissione europea e successivamente appoggiata anche dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Soros prevede infatti un sistema di garanzia europeo dei depositi che impedirebbe la fuga di capitali dall’area euro e l’intervento diretto del fondo Esm nelle ricapitalizzazioni bancarie.

Il finanziere si dice comunque convinto che l’euro sopravviverà perché una sua rottura sarebbe devastante non solo per la Periferia europea ma anche per la Germania, non solo per i crediti che essa vanta verso i Paesi dell’area mediterranea ma anche per l’impatto negativo sull’export tedesco di un eventuale ritorno al marco.

Soros è uno dei più famosi gestori di hedge fund al mondo. Nel 1992 con il suo fondo Quantum aveva effettuato speculazioni miliardarie sulla debolezza della lira e della sterlina.