Sondaggio BofA, gestori: mercato orso se tassi Treasuries testano questo livello. Gli asset vincenti

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

La maggior parte dei gestori ritiene che se il mercato toro a Wall Street non riuscirà ad arrivare al suo nono compleanno, la colpa sarà principalmente dei tassi di interesse più alti. E’ quanto emerge da un sondaggio stilato da Bank of America Merrill Lynch, che ha interpellato diversi gestori di fondi che operano a livello globale.

Il 36% degli interpellati ha individuato nei tassi più elevati i responsabili della possibile fine del mercato toro. Questo, in un momento in cui sono sempre di più gli strategist e gli investitori che mettono in dubbio la solidità dell’azionario, dopo la corsa scattata a seguito della vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa.

Risposta gestori a domanda sui fattori che faranno tornare l'orso sui mercati

Ieri Wall Street ha sofferto i cali più forti dal periodo delle elezioni, con un effetto domino che non ha tardato a manifestarsi nella giornata di oggi in altre piazze finanziarie (anche se c’è da dire che Piazza Affari sta dando prova di resistenza).

Indici Usa tentennano, in un contesto in cui gli investitori riscoprono la sicurezza dei Treasuries: tanto che i rendimenti decennali scendono al 2,389%, al minimo dallo scorso 28 febbraio. E il dollaro scivola sullo yen al minimo in quattro mesi, a JPY 110,95 circa.

La virata protezionistica della politica commerciale Usa non sembra invece spaventare come prima, con la percentuale degli investitori preoccupati per la minaccia che è scesa al 21% nel mese di marzo. A febbraio l’incubo protezionismo si era posizionato al top della classifica dei principali fattori che, secondo i gestori dei fondi, sigleranno l’inizio del mercato orso a Wall Street.

Il pericolo tassi più elevati non è considerato tuttavia imminente. I gestori ritengono infatti che i tassi siano al momento ancora troppo bassi per riuscire a danneggiare l’azionario; tanto che, a loro avviso, tassi sui Treasuries a 10 anni attorno al 2,5% sarebbero fatali per i ribassisti. Tuttavia, il 67% degli intervistati ha avvertito che un valore compreso nel range tra il 3,5% e il 4% finirebbe con il portare l’azionario in una “zona pericolo”.

Il livello dei tassi Usa pericoloso per l'azionario

A tal proposito, si segnala come i tassi sui Treasuries decennali abbiano superato la soglia del 2,6% la scorsa settimana, per poi scendere in modo sostenuto dopo l’atteggiamento più “dovish”, ovvero da colomba, della Fed che, nell’alzare il costo del denaro Usa di 25 punti base al range compreso tra lo 0,75% e l’1%, ha indicato di non avere alcuna fretta di accelerare il pedale della politica monetaria restrittiva.

Dal sondaggio di Bank of America Merrill Lynch, emerge anche che il livello di cash detenuto dai gestori è sceso a marzo al 4,8% dal 4,9% di febbraio, rimanendo comunque al di sopra della media a 10 anni del 4,5%.

Alla domanda su quale sia l’investimento di maggior successo, il 39% ha citato le scommesse rialziste sul dollaro. La percentuale è in calo rispetto a quella di febbraio, ma rimane ben superiore alle altre scommesse, tipo quelle sulle puntate long sulle banche, strategia adottata dal 16% dei gestori intervistati. In calo al 15% le scommesse secondo cui i Treasuries Usa scenderanno.