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Soldi: flessibilità per far fronte alla correzione (fondionline.it)

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La frenata dei listini non ha limitato i suoi effetti negativi ai prodotti del risparmio gestito che concentrano l’attenzione sulle azioni e a quelli che suddividono il proprio patrimonio tra titoli di rischio e titoli di debito ( fondi bilanciati), ma ha esteso la sua influenza anche ai prodotti che presentano un più elevato livello del controllo del rischio ( quelli gestiti con il sistema di controllo value at risk e i flessibili). Anche molti ‘monetari dinamici’ presentano perdite, accumulate a causa di partecipazioni residuali in azioni o in bond di lunga durata ( che hanno sofferto a causa sia dei timori inflazionisti sia delle aspettative di un rialzo dei tassi di interesse).

A meno che non si assista ad un recupero rilevante durante l’ultima settimana e mezza che ci divide dalla fine di maggio, è molto probabile che solo alcune categorie di fondi si salvino dal periodo sfavorevole. Allo stesso modo di quanto accaduto nell’ottobre del 2005, solo qualche famiglia di fondi esotici, i fondi obbligazionari a breve termine e i monetari tradizionali, presenterebbero qualche forma di guadagno.

La questione che si pongono gli investitori e i gestori professionali, è se ci troviamo dinanzi ad una correzione logica e forse anche salutare dopo sei mesi di crescita ininterrotta, o se si tratta dell’inizio di una correzione più ampia.. La prima ipotesi caso ingloba una caduta di circa il 5%, mentre la seconda potrebbe scatenare una correzione del 10% in pochi mesi, fino a spingersi all’inizio di un ciclo ribassista in piena regola che potrebbe portarci a livelli del 40%-50% inferiori a quelli odierni.

Le valutazioni delle Borse sono, per alcuni, corrette, e per altri, in grado di correre ancora. Il quadro macro- economico non ha subito sensibili modifiche nel corso dell’ultima settimana. E’ probabile che quella vista finora non sia altro che una piccola correzione. Tuttavia, molti analisti sostengono che se la corsa dovesse riprendere, portando le quotazioni degli indici principali sugli stessi livelli registrati nel 2000, i prezzi di un buon numero di titoli si posizionerebbero su livelli molto elevati. L’ulteriore crescita dei prezzi potrebbe trovare una giustificazione solo in un quadro macro- economico caratterizzato da tassi di crescita a due cifre.

Questa sembra essere la chiave di lettura del mercato e, nonostante le previsioni sulla crescita economica globale continuino a godere del favore del pronostico formulato dai principali organismi sopranazionali, gli squilibri esistenti invitano il piccolo investitore alla prudenza. In particolare, il livello minimo di percezione del rischio che ha anticipato la frenata degli ultimi giorni, può essere una delle variabili guida per capite l’attuale evoluzione dei listini.

Gli investitori possono decidere di costruire personalmente la propria asset allocation ( distribuzione delle classi di investimento), o affidarsi a gestori professionali. In tutti i casi, la diversificazione per asset class (classi di investimento) ed aree geografiche è fondamentale per puntare a rendimenti più stabili e sicuri ( anche se non garantisce di accumulare perdite temporanee).

Un’opzione più semplice e rapida, è offerta dall’acquisto di quote di fondi che si propongono di ottenere risultati positivi, mantenendo un controllo delle perdite ( un risultato che viene perseguito con l’adozione di una gestione flessibile e dinamica in diverse tipologie di strumenti finanziari, paesi, stili, valute etc. Quest’ultimo gruppo di fondi include prodotti con tecniche di gestione e livelli di rischio molto differenti. A questi fondi si chiede sia di approfittare – nella maggiore misura possibile – dei rialzi delle Borse, sia di limitare le perdite nelle fasi di mercato Orso. Si tratta – senza ombra di dubbio – di un compito delicato e difficile. A cura di www.fondionline.it