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Società vinicole nostrane: Mediobanca, +5,1% il fatturato nel 2006

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Nel 2006 aumenta il fatturato delle imprese vinicole made in Italy del settore vinicolo. E’ quanto emerge dall’indagine sul settore – la settima consecutiva – effettuata dall’Ufficio studi di Mediobanca. I primi consuntivi per l’esercizio 2006, come spiegano gli economisti di Mediobanca, evidenziano una leggera ripresa della dinamica commerciale: le vendite delle società vinicole nostrane sono aumentate del 5,1% (contro il +0,3% messo a segno nel 2005), con lievi progressi in Italia (+3,3%) e una maggiore crescita all’estero (+7,3%). Le prime cinque società italiane per fatturato (il dato è riferito al 2006) sono: Caviro (che chiude l’esercizio al 30 giugno), con un fatturato di 281,8 milioni di euro; Gruppo italiano vini (Giv), che ha all’attivo un fatturato di 266 milioni; Cantina viticoltori (Cavit), che chiude il bilancio al 31 maggio 2006, forte di un fatturato di 172,6 milioni di euro; Ferdinando Giordano (Fg), con un fatturato di 135,7 milioni; infine, Antinori, con un dato a 127,5 milioni.


E le aspettative sono rosee anche per l’anno in corso. Per il 2007 dall’Ufficio studi dell’istituto di Piazzetta Cuccia mettono in luce che la maggioranza delle imprese (60% circa) prevede ancora uno scenario positivo, sia per le vendite complessive sia per le esportazioni. Relativamente ai mercati esteri, l’Unione Europea resta di gran lunga l’area più importante, dal momento che raccoglie oltre la metà delle esportazioni sia nel 2005 sia nei primi consuntivi 2006, con variazioni a valore vicine al 5%. La seconda area di destinazione delle vendite all’estero (tra il 38% e il 39% circa del totale) è costituita dal Nordamerica, con un andamento in progressione nel 2006. Sui restanti mercati si distingue l’insieme Asia-Australia, in aumento del 32% circa rispetto al 2005, ma con valori relativamente limitati (quota sul totale export poco al di sopra del 3%).

Per quanto concerne il calcolo della redditività, l’analisi targata Mediobanca si ferma al 2005, anno in cui il rendimento del capitale complessivamente impiegato è apparso sostanzialmente invariato: il Return on investment (Roi) si è attestato al 7,7%, contro il 7,6% del 2004 (i due valori più bassi degli ultimi 5 anni), mentre il Return on equity (Roe) è cresciuto dal 6,8% all’8,9%. L’andamento quasi divergente di questi indici è determinato dalle dinamiche dei profitti operativi, degli altri costi e ricavi e della tassazione: come spiegano gli economisti di Mediobanca, il Roi è stato penalizzato da un nuovo aumento del capitale investito, spinto da investimenti tecnici consistenti, pur se inferiori ai livelli massimi del 2002 e 2003; il Roe ha invece beneficiato soprattutto delle minori imposte.


Allargando invece l’indagine ai maggiori gruppi internazionali attivi nel settore vinicolo, il campione di incassi è Constellation Brands, il cui fatturato nel febbraio 2006 era pari a 3,9 miliardi di euro, in progresso del 12,6% (in valuta locale) rispetto al 2005. Seconda in classifica mondiale per fatturato è l’australiana Foster’s, che nel giugno 2005 aveva all’attivo 2,5 miliardi di euro, ma con un tasso di crescita pressoché nullo nel quinquennio (-0,5% in ragione d’anno), anche per effetto della dismissione di alcune attività considerate ‘non core’. Medaglia di bronzo per un’altra australiana, Southcorp, con un fatturato che nel giugno 2005 era pari a 712 milioni di euro. Tuttavia, va segnalato che quest’ultima è stata acquisita proprio da Foster’s nel giugno del 2005.