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Snap: in arrivo i numeri trimestrali, focus su ricavi e utenti attivi

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Dopo la chiusura degli scambi a New York, Snap presenterà la prima trimestrale dell’età adulta, da quando cioè si è quotata a Wall Street. Dopo essersi spinto fino a 29,44 dollari nei primi giorni di quotazione, il titolo della società che controlla Snapchat ha perso oltre 20 punti percentuali e attualmente passa di mano sopra quota 23 dollari.

Quanto successo in passato a Facebook e Twitter non fa ben sperare per le sorti del titolo: nonostante abbiano battuto le stime, a seguito della presentazione della prima trimestrale post-IPO i due titoli hanno registrato un tonfo a due cifre (-11,7% per il social di Mark Zuckerberg e rosso di oltre il 24% per il social dei cinguettii).

Visto che per il primo utile potrebbe essere necessario attendere il 2019, per ora il dato da tenere in maggiore considerazione sono i ricavi medi per utente (ARPU, Average Revenue Per User). Gli analisti di Jefferies stimano un ARPU di 0,86 dollari, in calo rispetto agli 1,05 dollari del quarto trimestre (in genere più costoso per gli inserzionisti). Al 2020, JPMorgan stima un balzo dai 2,87 dollari del 2016 a 21,3 dollari.

Il fatturato è visto a 158 milioni di dollari, +300% sul pari periodo 2016, e la perdita in versione “adjusted”, al netto cioè delle componenti non ricorrenti, è attesa a 183 milioni (-17c per azione).

Particolarmente interessante per gli investitori sarà anche valutare, in special modo nel confronto con Instagram e Facebook, il tasso di utilizzo e quello di partecipazione. In linea generale, Snapchat si differenzia dagli altri social perché può contare su un’età media particolarmente bassa e su un maggiore grado di coinvolgimento.

La crescita degli utenti, passata dai +36 milioni del primo semestre 2016 ai +15 milioni della seconda metà dell’anno, paga pegno al rilascio da parte di Facebook di funzionalità simili a quelle del servizio creato da Bobby Murphy ed  Evan Spiegel. Nell’ultimo conteggio, gli utenti attivi si attestavano a 158 milioni e nei primi tre mesi il dato potrebbe essere salito a 170 milioni.