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Snam: Terna estranea a nostra strategia, conferma interesse per rete italiana di GdF

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Snam Rete Gas non ritiene strategica la fusione con Terna. L’ipotesi di un’unione tra la rete gas e quella elettrica, rilanciata da continue indiscrezioni nelle ultime settimane, è stata praticamente respinta dal management di Snam nel corso dell’Assemblea degli azionisti, che si è tenuta oggi a San Donato Milanese. L’Ad della controllata di Eni, Carlo Malacarne, ha infatti sottolineato che un’eventuale fusione con Terna non rientra nelle attuali strategie del gruppo. Dopo tre anni di sostanziale silenzio, la voce è tornata a circolare dopo le aperture di Paolo Scaroni ad una possibile cessione di Snam.


A inizio settimana, inoltre, il nuovo presidente dell’Autorità per l’Energia, Guido Bortoni, aveva spinto nuovamente sulla separazione proprietaria tra il colosso petrolifero e la controllata Snam, giudicando il recente decreto del Governo, che prevede solo una separazione funzionale, non coerente con le direttive europee. E qui sono fioccate le indiscrezioni. Il Corriere della Sera aveva ipotizzato due scenari alternativi. Il primo riguardava appunto una fusione con Terna, che farebbe un aumento di capitale dedicato all’operazione che porterebbe alla nascita di un campione nazionale delle reti energetiche.

Il secondo scommetteva sulla fusione con altri operatori europei di reti gas come GdF, la tedesca Open Grid Europe, la belga Fluxis e l’austriaca OMV Gas, con la creazione di un soggetto paneuropeo. “Nonostante lo scenario nel mondo energetico sia in rapida evoluzione, con un Governo italiano che pare più interventista come testimonia la vicenda Edison – avevano scritto gli analisti di Intermonte -, ci sembrano oggettivamente premature queste ipotesi su Snam e Terna”. Equita, nella nota diffusa ieri, aveva sottolineato che “il titolo Snam tratta con un premio del 10% sulla RAB contro il 17% di Terna e riteniamo che l’interesse sull’azione sia legato ai rumor che parlano di una possibile operazione tra le due società, che dovrebbe essere favorevole per Snam visto che tratta su multipli inferiori”.


Una cosa però è certa ed è stata ribadita dal presidente Salvatore Sardo: solamente Eni può fornire chiarimenti su un’eventuale cessione di Snam. Durante l’Assemblea degli azionisti, Snam ha inoltre confermato l’interesse a competere per la rete italiana di GdF-Suez. La RAB (Regulatory Asset Base) di questa rete, secondo l’Ad Malacarne, dovrebbe aggirarsi intorno ai 750 milioni di euro con oltre 1 milione di clienti. “Si tratterebbe di un’operazione di rilievo per Snam – ha sottolineato ieri Equita – che nel settore ha come principale obiettivo mantenere la redditività al 9,5-10% con la possibilità di incrementare la propria quota di mercato dal 35% al 50% grazie alle gare che partiranno a breve”. Malacarne, infine, ha voluto assicurare che la situazione in Libia non influisce né sui conti e nemmeno sull’operatività di Snam Rete Gas.