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Snam RG: giovedì piano strategico e preliminari 2010, SocGen si aspetta sorprese positive

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Snam Rete Gas debole a Piazza Affari ma gli investitori sono già proiettati a giovedì, quando la controllata dell’Eni presenterà i risultati preliminari 2010 e alzerà il velo sul piano strategico 2011-2014. “Un’opportunità per la compagnia di rafforzare la visibilità sul proprio business – confermano gli analisti di Societe Generale -, ma anche di fornire al mercato un aggiornamento sul piano di investimenti”. Il broker francese prevede nel 2011-2014 investimenti complessivi per 5,8 miliardi di euro, di cui 4,2 miliardi saranno destinati alla crescita e 1,6 miliardi alla manutenzione.


Dal piano strategico ai risultati dell’esercizio 2010, il primo anno del consolidamento delle attività di distribuzione (Italgas) e di quelle dello stoccaggio (Stogit). E anche in questo caso SocGen si aspetta sorprese positive: “ricavi ed Ebit in crescita rispettivamente del 28% a 3,15 miliardi di euro (2,46 miliardi nel 2009) e del 40% a 1,78 miliardi (1,27 miliardi nel 2009). Le maggiori sorprese, secondo gli esperti della banca transalpina, potrebbero arrivare dal recupero nei volumi di gas trasportato, dall’impatto maggiore del previsto del programma di contenimento dei costi e dai ricavi supplementari derivanti da nuovi investimenti.
 
La società ha una politica di dividendi basata sulla crescita nominale del 4%, ma “noi pensiamo che l’incremento 2010 della cedola andrà di pari passo con quello degli profitti”. Societe Generale mantiene quindi una raccomandazione d’acquisto (buy) sul titolo Snam con target price a 4,20 euro, ma a Piazza Affari l’azione viaggia praticamente sulla linea della parità scambiando a 3,847 euro. Nel frattempo i vertici di Snam aspettano la decisione ufficiale da parte del Parlamento sulla separazione con la casa madre Eni.

Il ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, ha già espresso la sua preferenza verso una separazione “funzionale”. In sostanza, Eni manterrebbe il controllo di Snam purché garantisca l’indipendenza decisionale e funzionale del gestore della rete gas. Gli analisti di Intermonte, quindi, non si aspettano nessun impatto nel breve sulla catena di controllo. Anche Equita non vede una modifica nello statuto attuale, “deciderà poi Eni se ridurre o meno la propria attuale quota del 50% in Snam Rete Gas”.