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Smartphone: Lenovo punta a diventare il numero 3, dopo acquisizione Motorola

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Dopo aver raggiunto il podio nel settore dei computer, ora Lenovo punta a crescere nel mercato degli smartphone. Chi ancora non l’avesse capito, dopo la recente acquisizione di Motorola Mobility da Google, le parole dell’amministratore delegato del colosso cinese spazzano via ogni dubbio. Nel corso della conferenza per la presentazione dei conti, Yang Yuanqing ha annunciato che l’obiettivo è “diventare il numero 3 del settore degli smartphone”, dietro a Apple e Samsung. Obiettivo ambizioso, ma non impossibile.
D’altronde i cinesi di Lenovo si sono già dimostrati all’altezza di farlo quando nel 2005 acquistarono un pezzo di IBM e da lì costruirono la loro forza, tanto da diventare oggi il principale produttore al mondo di computer, sorpassando l’americana HP. Con gli smartphone, il piano è lo stesso. A fine gennaio il gruppo dagli occhi a mandorla ha acquistato Motorola Mobility, in una operazione apparentemente poco profittevole, ma dalle prospettive ampie, anzi planetarie. Sì perchè Motorola rappresenta la chiave di accesso ai mercati occidentali, proprio quello che mancava a Lenovo, ben posizionata invece in Asia. Senza contare che Motorola ha un legame con il produttore del sistema operativo mobile più diffuso al mondo (Android di Google). E se oggi Lenovo figura solo alla quinta posizione tra i produttori di smartphone al mondo dietro a Samsung, Apple, Huawei (anche lei cinese) e LG, nel giro di qualche anno la si potrebbe vedere salire rapidamente nella classifica. 
Sebbene alcuni analisti abbiano avanzato dei dubbi sull’acquisizione giudicandola azzardata (il titolo Lenovo è caduto del 14% sulla Borsa di Hong Kong dopo l’annuncio della transazione), Lenovo fa spallucce e snocciola conti trimestrali che lasciano a bocca aperta. Nel trimestre settembre-dicembre, il colosso cinese ha riportato un utile netto di 265,3 milioni di dollari, in rialzo del 29% rispetto all’anno prima e oltre le attese del mercato ferme a 243,7 milioni di dollari. Migliori delle aspettative anche i ricavi che sono saliti del 15% a 10,8 miliardi di dollari (consensus a 10,5 miliardi).