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Six (S&P’s): la Cina ci preoccupa meno rispetto ad altri Paesi emergenti

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Il rallentamento della Cina è una preoccupazione per molti investitori. Il processo di transizione da un’economia basata sulle esportazioni a una più focalizzata sui consumi interni non è semplice ma “è un processo che già altre economia hanno affrontato come il Giappone negli anni ’80 o la Corea del Sud negli anni ’90” ha dichiarato Jean-Michel Six, chief economist Emea nel corso della conferenza stampa annuale di S&P’s tenutasi oggi a Mlano. Secondo il capo economista “i mercati finanziari hanno sovrareagito a inizio anni alle notizie provenienti dalla Cina. Piuttosto – ha precisato – siamo più preoccupati per la situazione di alcuni Paesi emergenti messi alle strette dal calo dei prezzi delle materie prime”. Gli effetti del crollo del prezzo delle commodity “stanno avendo conseguenze drammatiche per alcuni di questi Paesi sia in termini di prospettive di crescita che a livello di tensioni sociali e geo-politiche. Le Banche centrali di questi Paesi si trovano in una situazione molto difficile. Da un lato devono alzare i tassi di interesse per sostenere le valute domestiche affondate dalla caduta dei prezzi delle materie prime. D’altro canto rialzare i prezzi non fa che mettere in ulteriore difficoltà le loro economie”.