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Siria: possibile svolta diplomatica dopo proposta russa e parole di Obama, petrolio in calo

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La crisi siriana sembra essere arrivata a un punto di svolta. Il governo di Damasco sembra infatti aver recepito la proposta arrivata da Mosca di mettere sotto il controllo internazionale il proprio arsenale chimico. “Uno sviluppo potenzialmente positivo”, ha commentato il presidente statunitense, Barack Obama, che ha assicurato di voler seguire ogni via diplomatica anche se sarà necessario verificare se Mosca e Damasco fanno sul serio. La svolta diplomatica ha avuto subito riflessi sulle quotazioni del petrolio, sceso nella notte sotto quota 109 dollari al barile.

Nelle scorse settimane i venti di guerra avevano spinto il prezzo del greggio ai massimi degli ultimi due anni e gli analisti di Societe Generale avevano ipotizzato una salita in area 150 dollari in caso di conflitto in stile Iraq. L’apertura di Assad alla proposta russa potrebbe comunque togliere qualche impiccio Obama visto che al momento il presidente Usa non sembra possa avere i voti necessari al Senato per far passare l’eventuale mozione su un attacco militare.

L’importante, ha però chiarito Obama, è che non si tratti di una tattica per allungare i tempi e riportare la situazione allo stallo. Prima della proposta russa, ieri mattina John Kerry, il Segretario di Stato Usa, durante una conferenza stampa a Londra aveva innescato i primi segnali verso la svolta diplomatica dichiarando che “la Siria potrebbe evitare un attacco militare consegnando le armi chimiche alla comunità internazionale”.