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Siiq, il mattone si trasforma in finanza

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Il decreto ministeriale attuativo sulle società di investimento immobiliare quotate (Siiq) è in dirittura di arrivo. Superato anche questo ostacolo, questo nuovo strumento per investire in immobili, introdotto dalla Finanziaria 2007, diventerebbe ufficialmente operativo. In questi giorni, le Siiq sono alla studio del Consiglio di Stato. Nell’attesa dell’approvazione e della conseguente attuazione,dunque, i Siiq sono stati al centro dei riflettori nel seminario dal tema “La finanza immobiliare: Siiq come nuovo veicolo di investimento immobiliare italiano”.


Un strumento tutto nuovo che si porta con sé, come ogni novità che si rispetti, dei sostenitori e dei critici. Un concetto sintetizzato dal presidente si Assoimmobiliare, Gualtiero Tamburini, che ha spiegato che le Siiq sono in divenire e che per la normativa nostrana gli aspetti critici non sono mancati. Nonostante queste difficoltà, il sentiment è rimasto sempre favorevole e positivo. La forza di questo strumento – come sostiene Tamburini – sta nella capacità di stimolare le società immobiliari a quotarsi, ripagate, poi, nonostante i lunghi processi di quotazione, dall’efficienza di mercato”.

Il mattone si trasforma, dunque, in finanza. “I requisiti da soddisfare – come spiega Giuseppe Nicosia, direttore fiscalità di Pirelli Re – per diventare una società di investimento immobiliare quotata sono essenzialmente tre: la quotazione, un assetto proprietario definito e infine, erogare attività immobiliari”.
Ma quali sono i pro e i contro del passaggio da fondi immobiliari a Siiq? Secondo Giampiero Schiavo di E. Capital Partners, tra le opportunità maggiori c’è soprattutto la segmentazione dell’offerta, ma anche una forte spinta alla creazione di una “piattaforma europea”. E tra le altre cose, si guarda anche al forte impulso che i Siiq possono dare alla trasparenza e alla nascita dei nuovi prodotti. Per quanto riguarda le minacce, gli aspetti da monitorare rimangono il capital out flow contro il cap rate compression. Ma non solo. Aspettative di crescita dell’economia sul fronte dei tassi e del rental growth.


In Italia, le Siiq stanno per fare la loro comparsa, ma in altri Paesi esistono già da un po’ di tempo. È il caso della Francia. “Oltralpe, l’introduzione di questo strumento di investimento immobiliare – come illustra Luca Lucaroni, direttore finanziario di beni Stabili, ha fatto aumentare il net asset value (nav).


Nel Belpaese l’evoluzione normativa in materia di finanza immobiliare, in corso nei principali paesi europei, continua e le Siiq, come ha sottolineato il presidente, rappresentano un passo concreto per la creazione di un mercato del mattone più moderno che catapulta l’Italia nel mondo della competizione internazionale.