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SIFI: troppe banche sistemiche in mercato orso. Alert Cigno Nero per prima volta dal 2009

Per l’esperto, il fatto che ci siano stati dei “crolli sincronizzati”, fa pensare che dai mercati finanziari sia stato lanciato un chiaro “segnale di stress finanziario”.

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L’acronimo è SIFI e sta per “Sistemically Important Financial Institutions”: si tratta delle istituzioni finanziarie sistemiche più importanti al mondo e i loro titoli stanno lanciando un alert. I corsi azionari di 16 di queste banche sistemiche viaggiano infatti in una fase orso (ovvero i titoli sono inferiori del 20% o più rispetto ai recenti massimi misurati in termini di dollari). E la situazione è tale da aver portato Ian Harnett, responsabile strategist degli investimenti per Absolute Strategy Research, a lanciare il primo allarme “Cigno Nero” da almeno il 2009. E’ quanto riporta il Financial Times.

In tutto le banche sistemiche SIFI sono 39. Di queste, per l’appunto, 16 sono capitolate nel mercato orso: si tratta di: Deutsche Bank, Nordea, ICBC, UniCredit, Crédit Agricole, ING, Santander, Société Générale, BNP Paribas, UBS, Agricultural Bank of China, AXA, Mitsubishi UFJ Financial Group, Bank of China, Credit Suisse e Prudential Financial.

Harnett spiega che il fatto che quasi la metà degli istituti globali SIFI sia capitolata nel mercato oro, rappresenta un (uno dei tanti) dilemma che i banchieri centrali dovranno prima o poi affrontare. Come? Costringendosi, probabilmente, a rinunciare ad adottare ulteriori manovre di politica monetaria restrittiva.

“L’indizio è nella parola (sistemica) -spiega Hartnett – Se queste banche sono importanti a livello sistemico, allora i banchieri centrali dovranno osservarle attentamente, per capire cosa sta accadendo”. Per l’esperto, il fatto che ci siano stati dei “crolli sincronizzati”, fa pensare che dai mercati finanziari sia stato lanciato un chiaro “segnale di stress finanziario”.

Tra l’altro, i cds di alcune di queste banche (che sono praticamente le più grandi al momento) sono saliti in modo vertiginoso. E questo significa che il rischio default viene percepito più alto rispetto a qualche mese fa.

UniCredit è l’unica banca italiana considerata sistemica. Da segnalare che, per banche sistemiche si intendono quegli istituti “Too Big To Fail”: istituzioni troppo grandi per fallire, così definite in quanto un loro eventuale collasso avrebbe ripercussioni a livello mondiale, così come è stato il caso di Lehman Brothers, il cui crack ha praticamente dato il via alla crisi finanziaria globale del 2008-2009.

Hartnett spiega illustra il quadro sottolineando che ciò che le banche SIFI hanno in comune è in particolare la forte dipendenza dalla raccolta di finanziamenti in dollari. Tale fattore le rende particolarmente esposte al rischio di un aumento dei tassi da parte della Fed e, di conseguenza, alla prospettiva di un’accelerazione del dollaro. E il punto è che, come è emerso dalla riunione della Fed della scorsa settimana, Jerome Powell & Co. sarebbero ancora molto determinati ad andare avanti nel percorso di normalizzazione dei tassi.

La condizione di mercato orso in cui sono scivolati questi titoli si trasformerà in un fattore deterrente per Federal Reservela Fed, e magari anche per altre banche centrali, come la Bce.

Un elemento che gioca sicuramente a favore di quelle 16 banche sistemiche colpite dal mercato orso è, ovviamente, l’aspetto delle loro valutazioni. I sell off sono stati così importanti da portare i titoli dei relativi istituti a rimanere indietro rispetto allo S&P 500.