1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3.  ›› 

Siamo di fronte a una grande rotazione

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

A cura di Martin Moeller responsabile dei portafogli azionari Globali e Svizzera e  gestore del fondo UBAM 30 Global Leaders di Union Bancaire Privée.

 

Inizialmente, i mercati obbligazionari potrebbero arrestarsi, e i mercati azionari verrebbero alimentati da afflussi di capitali.

Negli ultimi 20 anni gli investimenti azionari sono stati una vera e propria “corsa sulle montagne russe”. Momenti di crisi hanno innescato improvvise correzioni dei mercati azionari, mentre i mercati obbligazionari hanno goduto di un sorprendente e insolitamente lungo trend rialzista,  recentemente sostenuto in modo significativo dalle politiche delle Banche Centrali

Di conseguenza, la maggior parte dei player è oggi fortemente esposta su obbligazioni e liquidità, mentre ha ridotto l’esposizione sui titoli azionari.

Per le azioni, però, negli ultimi 12 mesi la situazione ha cominciato a cambiare. I tempi più difficili in termini di rischio europeo sembrano essere alle spalle grazie all’impegno dichiarato dalla BCE, nei confronti della moneta unica dei  paesi membri e dei mercati di capitali in generale. Il 2012 è stato il primo anno dopo lungo tempo privo di importanti picchi della volatilità, e ha restituito agli investitori un po’ di fiducia nell’asset class. Il 2012 ha inoltre permesso una significativa espansione dei multipli azionari dopo un lungo periodo di compressione. La combinazione dell’attendismo delle Banche Centrali, di bassa crescita economica e di bassa volatilità potrebbe contribuire ad un ulteriore calo del premio di rischio azionario rispetto a livelli che sono ancora elevati.

Il solo annuncio della fine delle misure non convenzionali attualmente utilizzate dalle Banche Centrali potrebbe innescare una rotazione significativa dalle obbligazioni verso altre asset class, azioni incluse. Un’ulteriore accelerazione potrebbe verificarsi nel caso in cui le Banche Centrali dovessero davvero adottare politiche rigide sospendendo gli acquisti di obbligazioni sul mercato e scegliendo di non reinvestire le cedole. Il passo successivo consisterebbe nell’innalzamento dei tassi di interesse a breve termine e nella vendita di titoli obbligazionari con qualsiasi scadenza. Al contrario di quanto avvenuto nell’ultima fase di contrazione monetaria, le Banche Centrali controllerebbero l’intera curva dei rendimenti.

Se questo cambiamento fosse guidato da una maggiore fiducia delle Banche Centrali nella crescita economica e nei rischi globali, con ogni probabilità i mercati azionari continuerebbero a beneficiarne. D’altra parte, i mercati obbligazionari potrebbero arrestarsi, ma soffrirebbero delle misure della fase successiva.

Le azioni hanno performato bene nei precedenti periodi di contrazione monetaria. Da metà del 2004 a metà del 2007, quando il Fed Funds Target Rate è stato aumentato dal 1,0% al 5,25%, i mercati azionari globali hanno fornito rendimenti totali del 75%.