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Si prende respiro sui mercati continentali: avvio in ribasso per le Borse europee

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Si prende respiro sui mercati continentali. Parigi ha aperto in ribasso, con l’indice Cac 40 che arretra dello 0,49% a 3.790,48 punti. Giù Francoforte: l’indice Dax cede lo 0,37% a 6.976,19 punti. Si muove in ribasso Londra, con l’indice Ftse 100 che cede lo 0,53% a 5.777,93 punti. Stesso andamento a Piazza Affar, dove il Ftse Mib cede lo 0,41% a 20.030 punti e il Ftse All Share lo 0,34% a 20.736 punti. Dopo il rally delle ultime giornate, le Borse europee avviano la seduta in territorio negativo sulle orme di Wall Street. La Borsa americana si è rimangiata i guadagni sul finale.
L’ultima ora di scambi è stata cruciale per il listino a stelle e strisce che, dopo aver toccato i massimi degli ultimi due anni, è rimasta gelata dalle indiscrezioni riportate dalla Reuters in base alle quali le autorità federali avrebbe fatto recapitare una dozzina di mandati per accedere a documenti e interrogare a hedge fund e società di investimento. Prima di questi rumors Wall Street aveva brindato al compromesso sul taglio delle tasse, che spacca i democratici ma necessario e buono, in grado di aiutare e rafforzare una ripresa, quella americana, che non cresce abbastanza per ridurre la disoccupazione.
Anche il super dollaro, sostenuto dai timori per la crisi del debito in Europa, ha contribuito a spegnere l’entusiasmo. Secondo alcuni gestori l’estensione dei benefici fiscali anche alle classi più abbienti per altri due anni, ossia il taglio alle tasse, potrebbe aumentare il già ingente deficit dell’America. Che il vento fosse cambiato sui mercati lo annunciava anche all’andamento delle Borse di Asia e Pacifico che stamattina stanno scambiando in territorio negativo sulla speculazione invece che la Cina potrebbe alzare i tassi di interesse per contribuire ad arginare l’inflazione. L’indice d’area Msci cede quasi un punto e mezzo percentuale e interrompe, dopo cinque sedute, la serie positiva.
La Borsa di Shanghai ha terminato gli scambi in ribasso. Lo Shanghai Composite è scivolato dello 0,95% a 2.848,55 punti. La Borsa di Tokyo si è riuscita a salvare dalle vendite. Il Nikkei ha chiuso invece in rialzo dello 0,9% a 10.232,33 punti, dopo aver toccato per un breve momento durante la seduta un massimo a quasi sette mesi. L’indice giapponese ha tratto profitto dell’accordo negli Usa sugli sgravi fiscali, cha hanno spinto il dollaro a recuperare sulla moneta giapponese a tornare in area 84,00 yen. E non solo. Secondo gli analisti i fondi stranieri sono ancora disposti a investire sull’azionario giapponese, ritenuto sottovalutato. I guadagni del Nikkei, aggiungono, saranno tuttavia limitati dalla scadenza questo venerdì di futures e opzioni.
Sullo sfondo in Europa restano intatte le tensioni sulla crisi dei debiti sovrani. La strategia anticrisi dell’Eurozona è stallo. Pesa il doppio di Berlino sulla proposta di aumentare il Fondo salva-Stati, fortemente sponsorizzata da Bce ed Fmi, e su quella di emettere eurobond attraverso un’Agenzia europea del debito lanciata da Juncker-Tremonti. Capi di Stato e di governo si riuniranno la prossima settimana a Bruxelles in un vertice che si preannuncia di fuoco. La mancanza di decisioni immediate non piace all’Fmi, secondo cui la risposta alla grave crisi dei debiti sovrani in Europa è ancora insufficiente: e ciò non fa che aumentare i rischi di contagio.
Da parte sua l’Fmi sarebbe disposto ad aumentare da subito il suo contributo al meccanismo di salvataggio dei Paesi dell’Eurozona in difficoltà, portandolo da 250 a 500 miliardi di euro. Ma il presidente della Ue, Herman Van Rompuy, ha ribadito la posizione già espressa dall’Eurogruppo: Non c’è alcun bisogno di aumentare le capacità delle riserve del Fondo salva-Stati, oggi dotato di 440 miliardi di euro.