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Si avvicina il gran giorno della Bce

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Il nuovo calo dell’inflazione registrato a novembre (+0,3% a/a) e l’andamento dei prezzi dei prodotti energetici ha ormai convinto anche i più scettici che le misure messe finora in campo dall’Eurotower non sono sufficienti ad allontanare lo spettro della deflazione. Fugati i dubbi sul “se”, resta da capire “quando” l’istituto centrale guidato da Mario Draghi annuncerà nuove misure di stimolo.

Gran parte degli analisti ritiene che per il tanto atteso piano di acquisto di bond governativi ci sarà da attendere almeno l’inizio del 2015 quando l’impatto dei prestiti Tltro sarà più chiaro. “Ci attendiamo una conferma delle attuali misure in attesa della nuova asta di metà dicembre”, si legge in una nota diffusa oggi dagli analisti di Danske Bank. Ad innescare nuove misure di stimolo “potrebbe essere proprio la consapevolezza che gli attuali provvedimenti non bastano ad incrementare a sufficienza il bilancio della Banca centrale”.

Secondo gli esperti di JPMorgan il piano di acquisto asset potrebbe ammontare a 500 miliardi di euro, durare un anno e riguardare tutti i Paesi. Per quanto riguarda le scadenze, il segmento preso in considerazione dovrebbe essere il 2-10 anni.

A livello operativo, visto l’andamento opposto della politica monetaria a stelle strisce, Goldman Sachs stima che nel giro di 12 mesi l’incrocio tra la moneta unica e il biglietto verde scenderà in quota 1,15, -7,5% rispetto ai livelli attuali. Contrazione maggiore per gli analisti di Nomura che hanno annunciato di aver rivisto la view a 12 mesi a 1,12 (da 1,2).