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Si apre il fronte francese su Edison: EdF mette alla porta Quadrino. Parigi vuole sostituire l’ad

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Davanti alle barricate tricolori sul gioiellino emiliano del latte, i francesi lanciano un messaggio. Che non poteva essere più chiaro. Umberto Quadrino traballa sulla poltrona di amministratore delegato di Edison. Edf, azionista di Foro Buonaparte a cui spetta la scelta dell’A.d., l’ha messo alla porta: non è intenzionata a ricandidare il manager per un terzo mandato, seppure a termine, visto che il prossimo cda di Edison resterà in carica per un solo anno. La notizia anticipata ieri dal Corriere.it ha trovato conferma nel corso della giornata. L’intenzione dei francesi è quella di puntare su un manager che parla la loro lingua: i due amministratori cooptati da Edf nel cda di Edison lo scorso gennaio, Jean-Louis Mathias e Bruno Lescoeur, potrebbero fare al caso giusto.


Lescouer siede nel comitato strategico di Edison solo da qualche settimana ma a suo favore gioca la grande esperienza nel mercato del gas: secondo molti ha il profilo ideale. L’eventuale avvicendamento di Quadrino sarà formalizzato quando saranno presentate le liste per il rinnovo del Cda. Sul calendario la data giusta è quella del primo aprile. E’ quello il termine entro il quale deve essere depositata da Transalpina di Energia, la holding controllata pariteticamente da Edf e da una società di investitori italiani a sua volta controllata da A2A, la lista che disegnerà il nuovo cda di Edison. Una lista sarà presentata probabilmente anche da Romain Zalesky. Mentre dalla holding che controlla il 61% di Foro Buonaparte, partecipata alla pari da Edf e dai soci italiani di Delmi, indicazioni arriveranno già giovedì prossimo, quando il direttivo della stessa Delmi metterà a punto una lista con 12 nomi, 6 scelti dagli italiani e 6 dai francesi.

Mercoledì, ossia domani, sono in calendario i consigli di A2A approvare i conti e definire i propri candidati (4 su 6) per Edison. La controrisposta italiana potrebbe essere già nell’aria. Da Parigi non trapela nulla: serranno le file in vista di una partita dal sapore politico. Le bocche al quartier generale di Edf restano saldamente cucite su un’eventuale sostituzione di Umberto Quadrino alla guida di Edison. “Non facciamo nessun commento”, ha affermato un portavoce di Edf in merito ai rumors sull’intenzione del gruppo energetico francese di sostituire l’amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino, con un proprio manager. Da Milano a Roma l’uscita di Quadrino ha alimentato le voci di un rimpasto anche nelle file degli italiani.


Mentre la Lega spinge per la candidatura di Bruno Caparini che potrebbe essere nominato per prendere il posto del dg di A2A Paolo Rossetti, voci senza conferma ripropongono l’ipotesi di un’uscita del presidente Giuliano Zuccoli. Nei mesi scorsi si era parlato di una sua sostituzione con Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, come premio per la sua mancata candidatura alle comunali. Ma non è da escludere neanche una riconferma in blocco dei rappresentanti italiani in cda. L’estromissione di Quadrino da parte dei francesi sarebbe legata ai risultati di Edison che, a causa delle difficoltà nel settore del gas, ha chiuso il 2010 con un utile risicato (22 milioni di euro) e non distribuirà alcuna cedola ai propri soci.

 

In realtà non sono solo i francesi a lamentarsi di Quadrino, che peraltro ha attuato le strategie volute da Edf, anche da A2A si erano levate critiche contro una gestione che ha privilegiato gli interessi dei francesi e che ora costringe la multiutility a incassare nel bilancio 2010 svalutazioni per circa 130 milioni di euro, riducendo l’utile a circa 296 milioni. Il 2011 che si prospetta duro per Edison, visto che il margine operativo lordo è atteso in picchiata a 900 milioni di euro (1,36 miliardi quest’anno), potrebbe riservare amare sorprese sul fronte governance. Per molti la decisione francese è da mettere in relazione contro l’alzata delle barricate da parte del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che intende mantenere assicurare il controllo di Edison in mani italiane. Le mosse dei francesi sono sotto stretta osservazione da parte del ministro che ha bloccato l’accordo di inizio marzo sul riassetto di Edison e non ha intenzione di vedere Foro Buonaparte finire sotto il totale controllo di Parigi. Una partita che tra le pieghe potrebbe avere risvolti imprevedibili.