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Si allontana l’ipotesi di un attacco alla Siria, vendite sul dollaro

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Inizio di ottava con il segno meno per le quotazioni del dollaro. L’allentarsi delle tensioni geopolitiche sta favorendo gli asset maggiormente legati alla propensione al rischio spingendo al ribasso il dollar index che arretra di mezzo punto percentuale a 81,765 punti. Nel corso del pomeriggio è arrivata la notizia che le autorità siriane hanno accolto con favore la richiesta di Mosca di porre le armi chimiche sotto tutela se questo impedirà l’attacco degli Stati Uniti.

Al termine di un incontro con il Ministro degli esteri russo, il n.1 della diplomazia di Damasco, Walid al-Mouallem, ha dichiarato di accogliere con favore l’iniziativa del Cremlino, “fondata sulle preoccupazioni dei dirigenti russi riguardo alla vita dei nostri cittadini e alla sicurezza del nostro paese”.

Anche alla luce di quanto dichiarato dal segretario di Stato statunitense, John Kerry, secondo cui “Assad potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche”, siamo probabilmente di fronte a una svolta. In questo contesto il cambio tra il biglietto verde e l’euro sale dello 0,7% a 1,3259 usd mentre l’incrocio con la divisa nipponica si riporta sotto quota 100 a 99,59 yen, lo 0,4% in meno rispetto al dato precedente.

I dati settimanali diffusi dalla Commodity Futures Trading Commission hanno evidenziato che nella settimana al 3 settembre il controvalore dei contratti rialzisti sul dollaro si è portato sopra quota 20 miliardi di dollari (+4,26 a 20,08 miliardi) mettendo a segno il secondo incremento consecutivo.

Giornata all’insegna degli acquisti per il dollaro canadese che dopo aver chiuso la scorsa ottava con un incremento dell’1,3% in scia del miglioramento evidenziato dal mercato del lavoro, oggi capitalizza il balzo di oltre il 20% (+20,7%) registrato a luglio dai permessi di costruzione. In questo momento il loonie, dal nome dell’uccello marino raffigurato sulla moneta C$ 1, vede il cambio con il dollaro scendere a 1,0369 C$, il livello minimo da tre settimane.