Shock dal mercato del lavoro Usa, le Borse fanno i conti con l'ipotesi recessione

Inviato da Marco Barlassina il Ven, 04/01/2008 - 15:26
Ora l'ipotesi recessione fa davvero paura e le Borse non possono non tenerne conto. In dicembre le nuove buste paga prodotte dai settori non agricoli negli Stati Uniti sono ammontate a sole 18mila unità. Si tratta del dato più basso dall'agosto 2003, e che si scontra con attese di mercato per una crescita superiore alle 50mila unità. Il solo settore privato ha inoltre mostrato un'erosione di posti di lavoro in dicembre pari a 13mila unità, la più forte discesa in quattro anni. A parziale contenimento della valenza negativa del dato c'è la revisione verso l'alto di complessive 10mila unità dei dati di novembre  e ottobre. Ma si tratta di una magra consolazione per un'economia che in dicembre ha visto anche impennarsi il tasso di disoccupazione, passato dal 4,7 al 5%, una soglia che non veniva toccata da 25 mesi consecutivi, ma che soprattutto indica un aumento dei disoccupati in un mese di poco inferiore alle 500mila unità.

Tutte le Borse europee hanno violentemente accelerato al ribasso in seguito alla diffusione dei dati, che hanno agito da conferma alle aspettative di un marcato rallentamento del ciclo. Si è così assistito a un avvio di seduta pesantissimo per la piazza newyorkese. Il Nasdaq ha aperto le contrattazioni in calo dell'1,29% a 2568 punti, lo S&P500 arretra dello 0,62% a 1438 punti e il Dow Jones cede lo 0,53% a 12987 punti. Nel Vecchio continente le variazioni negative superano l'1% per il Ftse100, il Cac40 e lo Smi, mentre sono di poco inferiori per Dax e Aex. Peggio fanno gli indici italiani, con il Mibtel che cede l'1,45% a 28610 punti e lo S&P/Mib che arretra dell'1,24% a 37590 punti. A Milano continua a pesare particolarmente l'andamento di Fiat, attualmente in ribasso di oltre il 7%, poco sopra quota 15,5 euro.  Ma è tutto il settore dell'auto continentale ad apparire sotto pressione. Lo Stoxx settoriale cede il 5,4%.

Oggi si svolgerà anche un vertice tra il presidente George W. Bush e i responsabili di Tesoro, Fed e Sec, dal quale potrebbero arrivare annunci di piano pubblici a sostegno dell'economia.
COMMENTA LA NOTIZIA