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Shanghai tiene, il super yen fa cadere ancora Tokio

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Giornata di relativa calma sulla borsa che nell’ultima settimana ha assunto il ruolo di primo indicatore di giornata, quella cinese. Lo Shanghai Composite Index ha chiuso con un progresso dello 0,4% a 2815. Movimenti contenuti hanno caratterizzato le altre borse dell’area del pacifico: rialzi rispettivamente dello 0,1 e dello 0,3% hanno interessato i listini di Singapore e di Taiwan, mentre Hong Kong ha guadagnato lo 0,5%. Ben diversa invece la seduta a Tokio, dove il Nikkei ha chiuso in calo dell’1,4% a 17217 punti e il Topix in flessione dell’1,1% a 1721 punti.


Alla base del movimento della borsa nipponica vi sarebbe un ulteriore apprezzamento dello yen, salito ai massimi degli ultimi 2 anni e mezzo a seguito alla presentazione di un dato sui prezzi al consumo nel Sol levante che ha mostrato un’inflazione sostanzialmente invariata. Già nella serata di ieri un analista contattato da Finanza.com aveva evidenziato il rischio di un’ulteriore risalita dello yen nei confronti in particolare del dollaro, che sarebbe scaturito dall’uscita del dato, ponendo un obiettivo nel breve-medio posto addirittura a quota 115.

Sui mercati valutari il cross tra il biglietto verde e la divisa nipponica è intanto sceso in nottata fino a 117,57, riverberandosi in borsa con una contrazione dei titoli maggiormente legati all’export, in particolare Toyota, che ha lasciato sul terreno l’1,9% e Sony, che ha ceduto il 5,5%. E un’inversione di tendenza non sembra nell’aria. Dalla sala operativa di Euroforex evidenziano infatti un elemento ulteriore alla base dell’apprezzamento dello yen rispetto alla svolta rialzista varata dalla Bank of Japan sui tassi d’interesse dopo mesi di “politica dei tassi zero”. “Il mese di marzo – spiega un analista – è congiunturalmente favorevole per lo yen. Il 31 marzo c’è infatti la chiusura dei bilanci fiscali, che determina usualmente un rientro dei capitali”. Tuttavia l’esperto non si è detto preoccupato delle oscillazioni osservate finora sul cambio: “125-116 è un range che il cross ha conosciuto negli ultimi anni”.


In un’ottava difficile per tutti i mercati mondiali il mercato giapponese ha sottoperformato nei confronti degli altri listini asiatici.Nell’ultima settimana l’indice Morgan Stanley Capital International Asia-Pacific Index ha ceduto il 3,8%, la peggiore variazione settimanale dal luglio scorso. Nello stesso periodo di tempo il Nikkei 225 Stock Average ha perso invece il 5,3%


(notizia aggiornata alle ore 10.00)