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Shanghai spaventa le Borse mondiali, poi risale la china (+4% oggi)

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Oltre 100 miliardi di dollari sono andati ieri in fumo nel giro di poche ore. E’ il bilancio del martedì nero relativo alla sola Borsa di Shanghai, mentre se andiamo a considerare anche i listini europei (bruciati 272 miliardi di euro) il passivo va a sfiorare i 500 miliardi di dollari. L’ondata di vendite è partita dalla Cina per poi propagarsi su tutti i listini mondiali con anche Wall Street che ha archiviato la giornata con ribassi tra il 3 e il 4%. La Borsa cinese ha terminato ieri mattina gli scambi con un ribasso dell’8,84% a 2771 punti, il maggiore calo giornaliero dal febbraio 1997 quando arrivò la morte di Deng Xiaoping. Stamane il mercato azionario cinese si è ripreso (chiusura a +3,94%) sospinto anche dalle parole del suo premier, Wen Jiabao. Sulla borsa asiatica avevano pesato le questioni interne con le autorità di Pechino intenzionate a fare una stretta finanziaria per frenare la speculazione.