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Crollo export inquieta Shanghai (-4,4%), allarme rosso da raro rating ‘sell’ di banca d’affari cinese

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Nuova tornata di pessime indicazioni dalla Cina a cui questa volta ha fatto seguito un’ondata di vendite su Shanghai. La Borsa cinese, reduce dal prepotente rally nei primi mesi dell’anno, ha chiuso oggi con un tonfo del 4,4% che ha riportato l’indice Shanghai Composite sotto il muro dei 3 mila punti. Male anche Shenzhen con un calo del 3,79%.

Le festività del nuovo anno lunare cinese potrebbero aver contribuito alla caduta del 20% dell’export a febbraio, ma i dati odierni offrono un segnale chiaro che l’economia cinese sta rallentando.

Oltre al crollo dell’export, il mercato cinese potrebbe aver pagato anche l’effetto del giudizio “sell” espresso da Citic Securities, la principale investment bank cinese, sulle azioni di People’s Insurance Company Group che era tra i simboli del rally del mercato azionario negli ultimi mesi.

Shanghai reduce da grande abbuffata di inizio anno

La Borsa di Shanghai era salita di oltre il 20% ytd sulle attese per un accordo con gli Usa sui dazi e l’arrivo di misure di stimolo all’economia da parte del governo di Pechino. Una sponda al rally era arrivata dalla decisione di MSCI di aumentare l’incidenza delle azioni cinesi nei suoi benchmark (quadruplicata dal 5% al 20%). Con questa mossa, più di $80 miliardi di nuovi flussi di investimenti stranieri potrebbero essere dirottati verso la Cina.

Export giù del 20% a febbraio

Oggi la doccia fredda è arrivata dai dati sulla bilancia commerciale cinese, che ha chiuso in surplus nel mese di febbraio. Le esportazioni denominate in dollari sono crollate del 20,7%, rispetto al -4,8% atteso dal consensus. Le importazioni sono scese del 5,2%, rispetto al -1,4% stimato. La lettura precedente era stata in calo dell’1,5%. “La Cina ha celebrato il nuovo anno lunare lo scorso mese, quindi i numeri potrebbero non essere un riflesso accurato del commercio”, rimarcano gli analisti di CMC Markets.

 

Nei giorni scorsi Pechino ha diffuso le previsioni di crescita per il 2019 che sono di un’espansione del PIL in un range tra il 6 ed il 6,5 per cento.

 

Ieri intanto il New York Times ha riferito che Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un ampio accordo sulla rimozione di alcune tariffe in entrambi i paesi. Ciò implica, spiega il quotidiano newyorkese, che la Cina acquisterà più beni americani e aprirà alcuni dei suoi mercati a società straniere.