La sfida della fiducia entra nel vivo: governo Berlusconi appeso alla conta dei voti

Inviato da Micaela Osella il Mar, 14/12/2010 - 09:24

Il giorno della fiducia è arrivato. Il governo Berlusconi è appeso a una manciata di voti. Le speranze delle colombe che confidavano in una notte che portasse consiglio si è infranta contro l'insuperabile scoglio della volontà di Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi di andare alla conta. Il primo ha tenuto dritta la barra della nave di Fli, puntando sulle dimissioni del presidente del Consiglio come unico modo per evitare il voto di sfiducia di Futuro e Libertà. Il secondo ha ribadito di non avere nessuna intenzione di dimettersi perché sarebbe contrario alla costituzione materiale introdotta con la sua discesa in campo che attribuisce solo ed esclusivamente al popolo il potere di sfiduciare il premier.

Il tutto è avvenuto nella serata di ieri, durante due cene che entrambi hanno organizzato con i propri parlamentari in vista del voto di oggi. Il presidente della Camera, con l'ultimo tentativo di mediazione, ha ricompattato i suoi, colombe comprese, come dimostrato dalla presenza di Silvano Moffa all'incontro dei futuristi. Paradossalmente, a poche ore dal voto, i ruoli si sono invertiti. In un copione dal sapore surreale come solo quello della politica italiana può essere.

Il presidente della Camera si è detto convinto di avere i numeri per mandare sotto il governo e ha profetizzato sorprese. Mentre il premier, rispetto ai giorni passati, ha sposato un atteggiamento maggiormente improntato alla cautela: ritiene sicura la vittoria in Senato, mentre nutre qualche dubbio sulla Camera: "Vedremo come andrà a finire", si è limitato a dire ai deputati riuniti a cena. L'intenzione è di andare avanti anche se oggi  i voti di scarto dovessero essere pochi, governando, come avviene in Canada, con un esecutivo di minoranza, con la speranza di convincere i moderati di Fli e Udc a sostenere il governo; se ciò non fosse possibile dobbiamo prepararci "meglio" per "una fantastica campagna elettorale" essendo convinti di vincere sia alla Camera sia al Senato,  ha aggiunto Berlusconi.

Questa mattina i decideranno le sorti dell'esecutivo. Il via a Palazzo Madama, alle 9, con le dichiarazioni di voto. Poi i senatori sfileranno sotto il banco della presidenza per pronunciare il loro sì o no alla fiducia posta dal governo. Il tutto si dovrebbe concludere intorno alle 11.30. Si partirà invece alle 10.30 alla Camera, con le dichiarazioni sulla sfiducia. Dopo circa un'ora il via alla prima chiama per il voto, che sarà uno solo, anche se le mozioni sono due. I sì, i no, ma anche le astensioni saranno fondamentali per la sopravvivenza del governo. Entro il primo pomeriggio, subito dopo che l'ultimo dei deputati avrà espresso il suo voto, arriverà il risultato. Di vita o di morte per il governo Berlusconi.

"Questa mattina il governo guidato da Silvio Berlusconi dovrà affrontare due voti di fiducia, uno per entrambe le camere del Parlamento. Non pensiamo che i discorsi tenuti ieri dal premier abbiamo spostato le intenzioni di voto dichiarate dai partiti di opposizioni", segnalano gli esperti di Barclays Capital. "Fare una previsioni sul risultato della votazione di oggi è estremamente difficile", aggiungono. A Palazzo Madama Berlusconi andrà a raccogliere una fiducia che appare scontata, grazie alla maggioranza di Pdl e Lega. A Montecitorio il gioco sarà duro: sarà guerra all'ultimo voto. Servirà, infatti, il pallottoliere in mano per vincere la sfida che si gioca tutta sui numeri tra gli indecisi e gli assetti.  La sfida della fiducia si gioca tutta in una manciata di voti.

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