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Settore Oil: prossima settimana trimestrali delle major, analisti vedono seconda metà 2016 al ribasso

QUOTAZIONI Eni
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Prosegue il graduale ribasso delle quotazioni del greggio, nonostante il dato positivo relativo alle scorte Usa di mercoledì, che ha concesso una breve pausa al movimento di correzione.

Dal punto di vista tecnico le quotazioni del Brent si stanno muovendo lungo la trendline ribassista espressa sul daily chart dai minimi intraday del 17 giungo e 7 luglio, seduta in cui il prezzo del barile ha rotto al ribasso il canale ascendente all’interno del quale si era sviluppato il recupero in atto dai minimi di febbraio. 

Dal punto di vista dei fondamentali, la settimana entrante darà importanti indicazioni con la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre 2016 da parte delle major internazionali del settore. Guardare i numeri del trimestre sarà importante per trarre indicazioni che l’impatto del recupero dei prezzi dai minimi di febbraio ha avuto sui conti delle major.
Ad aprire sarà la britannica Bp martedì 26, cui seguiranno Shell, Total, e Repsol Giovedì 28. Chiudono venerdì 29 l’italiana Eni e le statunitensi Exxon e Chevron, su cui si concentreranno maggiormente investitori e analisti. 

Secondo questi ultimi il periodo aprile-giugno sarà il migliore dell’anno per i conti delle aziende petrolifere. Grazie al forte recupero delle quotazioni e le politiche di contenimento (e taglio) dei costi le major petrolifere sono riuscite a riportare i corsi azionari ad un livello accettabile e i conti trimestrali in utile per almeno i tre quarti degli operatori del settore. 

Gli analisti rimangono invece scettici per il prosieguo di anno. Gli esperti ritengono che la fase di correzione dei prezzi sia prolungata e possa riportare le quotazioni a livelli prossimi ai 40 dollari per barile. A spingere verso il basso i prezzi sarà un nuovo picco dell’offerta che dovrebbe registrare incrementi da parte di Stati Uniti, Nigeria e Canada dopo le recenti contrazioni. 

Al momento il contratto sul Wti per consegna a settembre segna un -0,51% a 44,52 dollari al barile mentre il futures sul Brent è scambiato a 46 dollari al barile, in ribasso dello 0,41%.